Archive for March, 2007

Adobe Apollo – il ritorno del Web 1.0 ?

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Dopo 2 giorni di presentazioni da parte di Adobe del loro nuovo framework di sviluppo attualmente in Alpha ver con codename Apollo mi sono convinto a scrivere questo post ed a pormi questa domanda:

ma non sono 2 anni che ci diciamo che le applicazioni client server (in senso stretto) sono morte e che ormai è il browser il client universale? Non ci eravamo ormai convinti che tramite browser potevamo avere accesso ai nostri dati sempre ed ovunque?

Bene alla Adobe sembrano scommettere sul contrario. Vero che Adobe Apollo permette la creazione di applicazioni desktop dalla design assolutamente accattivante e con la possibilità di aggiungere tutti gli elementi classici del web ma il problema è un altro.

Adobe Apollo crea delle DESKTOP APPLICATION.

Come possono immaginare alla Adobe che una persona vada, ad esempio, a casa di un amico, in un internet point o dove cmq sono implementate delle security policy che non permettono l’installazione si sw non approvato e possa installare ed usare queste DESKTOP APPLICATION?

Personalmente sono pronto a scommettere che dopo l’entusiasmo iniziale che questo prodotto certamente genererà, nel medio periodo non avrà futuro o quantomeno non per come è ad oggi disegnato.

Etech 2007 – Day 3 – Google goes Solar

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GooglePlex Solar System

GooglePlex Solar System

Come tutti gli anni i ragazzi di Google decidono di stupire.
Quest’anno invece di fare recruiting selvaggio o presentare novità su API e web services ci raccontano che hanno deciso di dotare GooglePlex di pannelli solari in grado di alimentare il 30% circa di tutta la struttura: 1.6 megawatts di energia elettrica completamente prodotta da pannelli fotovoltaici.

L’operazione ha certo diverse valenze:

  • dimostrare che Google è un’azienda “etica” che usa fonti di energia pulite e rinnovabili ed essere un esempio per le altre aziende americane
  • risparmiare un sacco di soldi (il ROI è stato calcolato a 7-8 anni)
  • Se volete dare un’occhiata al video ufficiale ecco il link.

    Se invece volete dare un’occhiata al “Success Story” di EI Solution, l’azienda che che in partnership con Google ha portato avanti questo progetto ecco il link

    Etech 2007 – We R Hiring

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    Yahoo pipes hiringAnche quest’anno ci siamo resi conto di quanto la situazione americana sia diversa da quella italiana: almeno 10 società durante dell’ETech hanno detto a chiare lettere “WE ARE HIRING” – noi assumiamo: Yahoo, Walt Disney, Zimki, Zimbra, ecc.

    E se la cosa non fosse abbastanza chiara guardate qui.

    L’unica società italiana che conosco che dice chiare lettere la stessa cosa è Second Key, start-up del gruppo Kallideas che si occupa di progetti su Second Life e se non ci credete guardate qui.

    Etech 2007 – Day 3 – A proposito di “WOW factor”

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    Arrivati questa mattina nella sala principale della conferenza siamo stati accolti da una grande sorpresa:

    LEEANDER E’ FINITO NELLO SLIDESHOW DELL’ETECH 2007!!!!

    Certo che siamo davvero fortunati a conoscere una persona così importante!!!!!

    ^____^

    Leeander @ etech slideshow

    Una foto che farà certamente il giro del mondo considerato le persone al suo fianco: Chad Dickerson (Sr. Director, Yahoo! Developer Network) e Raph Koster (Chief Creative Officer at Sony Online Entertainment).

    Etech 2007 – Day 2 – The Coming Age of Magic – Mike Kuniavsky

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    Il primo speech della mattinata è a cura di Mike Kuniavsky, ex Adaptive Path e fondatore di ThingM e si parla di interaction design e di come si è modificata nel tempo la metafora del desktop.

    E’ stato molto triste scoprire dopo una brevissima ricerca su Google che in realtà lo speech, a parte alcune piccolissime modifiche, è stato già fatto ad Ottobre 2006 al San Fransisco Dorkbot.

    Potete scaricare la presentazione da qui e leggere un piccolo resume dell’intervento qui.

    L’articolo era già stato segnalato da Leender in questo articolo

    Etech 2007 – Day 1 – Creating Alternate Realities

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    Certamente lo speech di Jane McGonigal è stato ricco di spunti. Quest’anno il tema del “fun” e del “happiness” è stato più volte ripreso da diversi speaker.

    Come sempre è stato interessante scoprire che pochi minuti dopo la fine dello speech, le slide della presentazione erano già disponibili su SlideShare.

    Etech 2007 – Day 1 – Kathy Sierra speech canceled

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    Quest’anno lo speech iniziale del ETech doveva essere tenuto da Kathy Sierra, voce certamente importante nel panorama americano. Il “doveva” è riferito al fatto che questo speech non c’è stato perchè la povera Kathy ha ricevuto diverse minacce.

    Abbiamo vissuto in diretta il botta è risposta fra Kathy ed i suoi detrattori (fiumi di caratteri sono stasti spesi sui vari blog americani) ed ho scoperto cha anche in Italia se ne è accennatto in in articolo del Corriere.it

    La cosa interessante di questo articolo è questa frase:

    …Nelle ultime quattro settimane sono stati rivolti pesanti insulti nei suoi confronti, fino a diventare minacce anonime che l’hanno costretta a rinunciare a una conferenza.

    Bene “la conferenza” in questione non era proprio una conferenza qualsiasi ma proprio l’ETech
    ed il fatto che sul Corriere non sia stata nominata è interessante perchè, probabilmente, non veniva considerata così importante da essere menzionata.

    Meglio così: parafrasando (e modificando) uno slogan di un ex presidente del Torino Calcio: “meno siamo più vinciamo

    Etech 2007 al via

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    Anche quest’anno abbiamo la fortuna di poter assistere all’ Emerging Technology Conference organizzata dalla O’Reilly a San Diego.

    La location è la stessa dello scorso anno (Grand Hyatt Hotel) e come sempre l’atmosfera è frizzante. Come sempre gli unici italiani presenti siamo noi di TOP-IX e Leandro Agrò (aka Leeander)

    Potrete trovare un riassunto degli interventi dell’ETech qui e sul sito di Leeander

    Etech 2007 – Tutorial Day – Coder to Co-Founder – Marc Hedlund

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    Ed eccomi qui per la seconda volta a San Diego alla Emerging Technology Conference 2007.

    Come lo scorso anno il Lunedì vengono presentati una serie di tutorial su diversi argomenti. Mi trovo ora seduto ad ascoltare l’intervento di Marc Hedlund dal titolo Coder to Co-Founder: Entrepreneuring for Geeks.

    I temi che verranno trattati saranno i seguenti:

    1) Entrepreneur: perchè diventare un imprenditore
    2) Starting: come fondare una start-up
    3) People
    4) Funding
    5) Strategy
    6) Tactics
    7) Case Studies
    8 ) Learning more: alcuni libri per approfondire i concetti qui accennati

    1) Entrepreneur: perchè diventare un imprenditore

    Ci sono diversi motivi per diventare imprenditori. Certamente fra questi i più importanti possono essere:
    Something from nothing:

    It’s good to be King: è indubbiamente fantastico avere un’idea, avere della gente che ci lavora e vedere se tutto funziona. Tutto ciò è estremamente gratificante. Ogni giorno nuovi problemi, tutte cose che non avete mai fatto prima, sempre qualcosa di nuovo da imparare. Come fondatore di una start up puoi fare tutto e questo è certamente divertente e stimolante.

    Una delle caratteristiche più importanti per un imprenditore è l’abilità di ascoltare i pareri negativi sulla propria idea, di sollecitare i feedback e di imparare. Se siete più eccitati di quanto siate impauriti allora è il momento di iniziare. E’ razionale avere paura ma la si può superare con l’entusiasmo e l’eccitazione per l’inizio della nuova avventura imprenditoriale.

    Better ideas: La tua idea è tanto migliore quanto conosci al meglio il business. I tecnologi amano pensare che tutte le migliori idee siano tecnologia ma purtroppo non è così. Marc suggerisce di ascoltare i commerciali ed i loro clienti. Ottimo suggerimento ma probabilmente varrebbe la pena non soffermarsi solo sui commerciali.

    Losing sucks: inserire nel proprio curriculum la creazione di una start-up può essere controproducente perchè la gente che lo leggerà immaginerà che ve ne andrete dal lavoro non appena vi verrà una buona idea. Sviluppare un business è molto difficile ma si impara moltissimo.

    Good Reason: una buona ragione per aprire una nuova azienda e che lavorerete ad argomenti e business di vosro interesse.

    Bad Reason: non iniziate una nuova attività per diventare ricchi o famosi, non fatelo perchè così avrete il cntrollo totale di ciò che accade. Così purtroppo non può funzionare.

    2) Starting

    L’idea: l’idea non è un oggetto statico ma può cambiare in qualunque momento. Parlare con la gente può aiutarvi ad identificare “la domanda” ed a raffinare l’idea

    Build what you know: è sempre meglio lavorare su attività che già si conoscono in modo tale da non fare un completo salto nel buio

    Give people what they need: capire le vere necessità delle persone è il punto fondamentale. Dare una risposta a queste necessità è garanzia di vittoria

    Keeping secret from the market: tenere troppo nascoste le proprie idee può essere controproducente. I feedback sono importanti ed il confronto delle idee anche.

    Prudence becomes procrastination: troppa prudenza può portare a perdere “l’attimo fuggente”

    Momentum builds on itself: fare dei prototipi, demo e cose del genere aiuterà la gente a capire la vostra idea ed ad entusiasmarsi ad essa

    Partners: è enormemente importante avere dei partner. Dei soci o altre aziende possono dare una spinta enorme alla propria attività.

    Timing: nei momenti sbagliati i finanziamenti sono scarsissimi; nei momenti positivi assumere è difficile. ogni moment è buon per fondare una grande società. E’ però più importante avere una grande idea che scegliere il momento giusto per aprirla. Cercate di avvantaggiarvi del momento in cui inizierete

    Competition: gli imprenditori sono normalmente impauriti dalla concorrenza. Non siatelo. La concorrenza è sempre positiva ed è fonte di grossi stimoli.

    Do worry:

    Don’t worry:

    Google Page Rank

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    Il Page Rank di Google è certamente uno degli argomenti più trattati su internet. Ci sono certamente migliaia di persone che sarebbero disposte a tutto pur di arrivare a PR=9 sul proprio sito.

    L’algoritmo per il calcolo del PR non è certamente pubblico. Si hanno però delle certezze: il numero di link entranti è importante; il PR dei siti da cui si è linkati è importante, ecc,ecc.

    Per conoscere il PR del proprio sito ci sono 2 modi:

    scaricare la Google Toolbar e verificare sito per sito nell’apposita barra il proprio PR
    – utilizzare uno dei siti presenti su web che mandano delle query ai server di Google

    Tra questi ultimi mi permetto di segnalarvi Magnifind che con il suo PageRank Explorer è certamente uno dei migliori siti per la verifica di questo importantissimo dato.

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