Archive for March, 2009

Internet come un Gioco di Ruolo (W2RPG) Ver. 1.0

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Io amo l’informatica ed Internet“.

Li ho sempre amati.

In terza media non avevo assolutamente chiaro cosa avrei fatto alle superiori ma sapevo che avrei seguito il corso di Informatica (o meglio “Scienza dell’informazione”) all’Università.

Quando i miei genitori mi regalarono a Natale la consolle dell’Atari, dopo Space Invaders la seconda cartuccia che mi sono comprato era quella per programmare in Atari-Basic. Lo ZX Spectrum è stato il mio primo vero computer e quei tasti gommosi non li dimenticherò mai. Al mio primo 8086 (uno scassatissimo IBM usato pagato quasi un milione di Lire con monitor a fosfori verdi CGA) sono quasi impazzito dalla felicità.

Poi è venuto il periodo dei modem. Dai 300 baud in su li ho avuti tutti. Qualcuno me lo sono fatto con kit di montaggio a suon di saldature a stagno.

Ho amato il film “War Games”, sognavo di avere anch’io un’accoppiatore acustico e di potermi collegare con tutti i computer e reti del mondo. Insieme allo zio di un caro amico ho sviluppato un programma in assembler per attacchi a forza bruta alle password. Itapac era la rete che ho sempre voluto violare. Le BBS erano il posto dove volevo collegarmi. Poi venne Internet con Gopher come interfaccia di navigazione, seguito a ruota dal mitico Mosaic (su Sun nello specifico).

Nel frattempo l’università è terminata ed io ho incominciato a lavorare per società che si occupavano di Informatica  con modelli classici client-server e pian piano sempre più di Internet.

Internet. Quante possibilità vedevo in questo nuovo oggetto di cui si percepiva la potenza ma di cui non si scorgevano neanche lontanamente i confini.

Ho certamente tanti difetti ma uno mio più grande pregio è quello di rendermi spesso conto in anticipo di cosa funzionerà in futuro. Mi è sempre accaduto. Nel periodo in cui ho lavorato come dj spesso proponevo dischi che si rivelavano hit a mesi di distanza. Spesso su Internet mi sono imbattuto in siti e web app che si rivelavano alla massa a mesi di distanza. Spesso ho dovuto scontrarmi con i miei capi perché proponevo loro attività che ritenevo potessero diventare strategiche nel medio-lungo. Clamoroso è stato il caso delle statistiche web: per mesi ho sostenuto che avremmo dovuto offrire un servizio gratuito di statistiche web che chiunque avrebbe potuto inserire nel proprio sito con l’aggiunta nella pagina HTML di qualche riga di codice (vi ricorda qualcosa?). Idea bocciata perché il costo di stoccaggio dei log e dei server da utilizzare era troppo alto rispetto ai benefici che l’azienda ne avrebbe tratto ed il mercato dei possibili utilizzatori era troppo piccolo e con margine di crescita troppo basso. Lungimirante il mio capo vero?

La mia infatuazione per internet è diventato vero amore con il mio ingresso in TOP-IX. Quando un bel giorno il mio Direttore Tecnico mi disse:”Massimo voglio che trovi quello che è il più grande evento planetario che si occupi di Web e che tu ci vada per capire quali sono i trend, per analizzarli e poi riproporli in chiave italica ai nostri consorziati” non potevo credere alle mie orecchie! Mi sentivo “Alice nel paese delle Meraviglie“! Detto e fatto: la scelta è caduta sull’Etech Conference organizzata da Tim O’Reilly a San Diego. Avevo trovato un post su un blog di un certo Leandro Agrò, unico italiano presente, che raccontava di mirabolanti innovazioni presentate a questa conferenza tra cui schermi touch screen con effetto “Minority Report” e mappe 2d che diventavano 3d.

Erano le 8.30 del 6 Marzo 2006 quando al hotel Manchester Grand Hyatt di San Diego Kathy Sierra iniziò il suo talk intitolato “Create Passionate Users 2.0”: il Web 2.0 ci esplose in faccia in tutta la sua potenza. Arthur C. Clark ha scritto nel suo libro “Profiles of the Future”: “Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.” E’ verissimo! Quell’anno grazie all’introduzione di AJAX (no non la squadra di calcio e neanche il detersivo!!!) abbiamo visto contenuti che venivano “refreshati” senza ricaricare la pagina, drag & drop all’interno di pagine web e mille altre operazioni possibili solo sul proprio desktop finalmente possibili all’interno di una pagina web. MAGIA! O no? API e Mashup erano le parole d’ordine. L’advertising online aveva finalmente un senso grazie a Google Adsense. L’Internet delle cose di Bruce Sterling stava diventando realtà. Un’euforia incredibile e la voglia di fare e realizzare permeava l’ambiente in cui ci muovevamo in quei giorni. Sono stati quattro giorni di fantascienza pura, un’esperienza indimenticabile dove ogni minuto è da ricordare come un avvenimento dove poter dire “io c’ero!”

Nel primo quarto del 2008 credo di aver visionato ed analizzato almeno 2000-3000 nuovi siti internet. Servizi di vario genere a cui mi iscrivevo per capirne il funzionamento e vedere quali possibili applicazioni erano possibili rispetto alla nostra realtà industriale. In 4 mesi mi hanno colpito non più di due siti: Facebook e Twitter.

Facebook in realtà già lo conoscevo dall’inizio del 2007 quando mi sono iscritto per la prima volta. Ci ero finito per la mia insana passione per i Social Network, passione che mi aveva portato qualche anno prima ad aiutare quattro amici a creare e gestire il primo social network italiano, il caro e vecchio LookCup. Facebook nei primi anni ha cambiato faccia più volte e si è re-inventato fino a diventare com’è ora. Il cambiamento è stato determinante perché lo ha portato da essere prossimo alla chiusura a diventare il più grande social network al mondo con oltr 200M di utenti registrati.

Il mio rapporto con Twitter è stato invece conflittuale. Quando l’ho scoperto l’ho definito “il sito + inutile degli ultimi 5 anni” ed ho aggiunto “è perfetto per chi non ha nulla da fare”. Mai errore fu più grande! Il mio odio per Twitter mi portava a parlarne continuamente e questo mi faceva pensare. Il giorno che ho scoperto che qualcuno aveva incominciato ad usarlo in maniera impropria (almeno nelle intenzioni di chi lo aveva creato) passando in maniera push delle informazioni molto interessanti in meno di 140 caratteri (poco meno di un SMS) Twitter è diventato istantaneamente il mio oggetto preferito ed ho incominciato a recitare il Mea Culpa.

Ma…

Sì c’è un “Ma” purtroppo. Insoddisfazione. Grossa insoddisfazione. Nono non il lavoro. Il WEB!

Statico, monotono, contenuti duplicati, noia.

A fronte di enormi capitali investiti dai Venture di mezzo mondo nulla di veramente “disruptive” a parte, forse i due sopracitati siti.

E’ ormai da settembre 2008 che mi convinco ogni giorno di più del fatto che siamo nel mezzo di una nuova e gigantesca bolla. Non è la prima e non sarà l’ultima. L’entusiasmo generato nel 2005 da Tim O’Reilly con il suo Web 2.0 sta piano piano scemando e nella mente di alcuni è ormai chiaro che Internet è in questo momento è una terra piena di esperimenti che non ha portato però dei reali benefici  alla massa. Qualcuno ne ha certamente beneficiato da un punto di vista economico con delle ottime exit strategy. Ma solo qualcuno.

Certo ha modificato moltissimo i rapporti sociali grazie all’utilizzo massiccio di istant messanging, blog, social network (MySpace e Facebook fra tutti), Twitter ma per il resto poca roba.

Quello che invece ogni giorno mi incuriosisce e diverte sempre più sono le persone che girano in questo mondo (o paesone visto che si incontrano sempre le stesse persone) del Web 2.0.

Chiunque abbia aperto una propria attività su internet (blog o web application) si cala completamente nel ruolo ed incomincia a giocare ad un simil gioco di ruolo in cui ciascuno si sente il migliore e deve (un po’ come a Risiko) abbattere tutti gli avversari per avere la supremazia sul Web. Una parte di questo gioco avviene online ma una parte, che è poi la più divertente da vedere, avviene dal vivo a manifestazioni, conferenze, drinklink, barcamp ed in mille altri posti dove le nuove “web-stars” si incontrano. Il posto dove tutto ciò risulta più palese ed amplificato sono le conferenze americane. Il carattere degli americani è certamente diverso da quello degli europei. Sono mediamente più friendly e comunicativi, sono più portati alle pubbliche relazioni e per questo si assiste a situazioni difficilmente visibili in analoghe manifestazioni europee.

Come nei migliori giochi di ruolo si può partecipare da soli o associarsi con altri in gruppi. Detto così probabilmente non sembra nulla di nuovo. Anche chi apre una nuova attività non legata al web probabilmente gioca allo stesso gioco.

Vero, ma solo in parte.

I web-startupper sono più pittoreschi, perché meno legati al dress code del “giacca e cravatta” data la loro provenienza tipicamente tecnica. Si calano molto più nella parte e sono fortemente legati alle loro soluzioni tecnologiche perché “sono le migliori del mondo”. Questo li porta a parlare con chiunque, a raccontare di come cambieranno il mondo, di come sono i migliori, di quali armi hanno per vincere rispetto alla concorrenza.

Le battaglie si consumano su web a suon di SEO, SEM e SMM, di User Interface sempre più accattivanti, di funzionalità sempre più complete e complesse fino a portare il povero utente all’esasperazione. Offline tutto questo avviene a suon di biglietti da visita stupendi, di persone mascherate da super eroe che girano per i padiglioni delle manifestazioni, di persone che intervistano chiunque come fossero il presidente degli USA con il proprio registratore mp3 o con la propria telecamere HD e manda tutto in diretta streaming, di tredicenni vestiti poco meglio di un barbone che appena aprono bocca ti dimostrano in meno di un minuto com’è “banale” fare la più bella applicazione per iPhone di tutti i tempi.

Il vero problema è che ormai questo popolo si è completamente innamorato di se stesso, smettendo di “ascoltare” quello che viene loro chiesto e producendo contenuti, siti o applicazioni completamente inutili e che non rispondono di fatto a nessun bisogno primario.

Sono assolutamente convinto che la vera svolta su web si avrà quando tutta questa gente smetterà di giocare a questo W2RPG (Web 2.0 Role Play Game) e, ascoltando quali sono le reali necessità della gente, produrrà qualcosa di veramente utile che svolterà la vita tutte le persone.

MZ

Campionato Juniores – Playoff Girone 2 – Torino C5 – ASD CRD C5 14-1

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Torino Calcio a 5: 1 Fontana, 2 Binzaru, 3 Bussi, 6 De Lima, 7 Vacchina, 9 Ferramosca (Cap), 10 Radames, 11 Massimino All. Nizza

ASD CRD Torino C5: 5 D’Avanzo, 7 Dal Re, 8 Medici, 9 Ariafina, 10 Moramarco (Cap), 11 Gaude, 12 Fulgheri, 18 Caprini, 19 Gasbarroni, 77 Coppola All. Zaglio

Marcatori: (Torino), Coppola (CRD)

Ammoniti: Caprini, Coppola, Dal Re

Al Palatucci si sono affrontate per la prima giornata dei playoff del campionato Juniores le compagini del Torino Calcio a 5, vincitrice del Girone B, ed il CRD Torino C5, risultata 4a alla fine del torneo del Girone A del campionato. Partita sulla carta senza storia, con il Torino assoluto favorito alla vigilia visti i risultati fino ad oggi ottenuti, ed il CRD vittima sacrificale designata.

La partita iniza invece male per il Torino che non riesce a pressare alto il CRD e si trova spesso in difficoltà sulle ripartenze degli ospiti cosa che porta già al 3° minuto Nizza a chiedere timeout per dare un bello scossone ai suoi. Il Torino torna in campo con un altro piglio e chiude il primo tempo con il risultato di 5-1. Risultato che avrebbe comunque potuto essere più rotondo da parte di entrambe le squadre per le ottime parate di Fulgheri e Fontana e per una serie di legni presi dal Torino.

Il secondo tempo è a completamente a favore del Torino, con il CRD che di fatto non scende mai in campo permettendo ai padroni di casa di arrivare a 5 falli subiti dopo pochi minuti e di tirare 3 tiri liberi, di cui 2 neutralizzati da un Fulgheri in giornata di grazia. La partita si chiude con un rotondo 14-1, risultato assolutamente meritato per quanto fatto dai ragazzi di Nizza sopratutto nel secondo tempo

Il mister Zaglio a fine partita: “Voglio partire con i complimenti ai ns ragazzi per il raggiungimento dei Play-Off. Quello che però non è secondo me loro chiaro è che i Play-Off devono essere giocati con il piglio delle partite della vita. Invece i ragazzi hanno giocato un buon primo tempo ed il risultato di 5-1 non rispecchiava i valori in campo. Nel secondo tempo non siamo mai scesi in campo. Abbiamo solo pensato a tirare calci a caso al pallone ed agli avversari. Certi errori da due ragazzi come Moramarco e Gasbarroni, ormai nel giro della Rappresentativa Piemontese di Calcio a 5, non li voglio vedere. Loro devono essere il valore aggiunto di questa squadra. I pivot Coppola e Caprini e D’Avanzo non hanno quasi mai coperto le incursioni centrali del loro portatore di palla. Non esiste nel calcio a 5 che il portatore di palla avversario si trovi in uno contro uno davanti al portiere dopo aver saltato come un birillo il pivot che era in campo in quel momento. Troppi errori individuali, troppe diagonali difensive sbagliate, la banda regolarmente regalata agli avversari in fase difensiva e mai sfruttata in fase offensiva. La cosa che mi fa molto arrabbiare è che nelle ultime partite eravamo riusciti a correggere questi errori ed è bastata la settimana in cui non abbiamo giocato la partita con il Falchera per perdere tutto il buono che si era faticosamente ricostruito. Salvo pochissime cose di questa partita. Certamente la prestazione di Fulgheri è stata di buon livello, con 2 tiri liberi neutralizzati ed il terzo non parato per un soffio, più alcune parate importanti. Sono molto molto arrabbiato con i ragazzi. Alcuni atteggiamenti in campo e fuori devono scomparire. Mi aspetto una reazione ed una crescita caratteriale immediata da parte di qualcuno o temo per lui che vedrà più poco il campo di qui alla fine. Questo è il momento in cui si incominciano a tirare le somme dell’anno e si programma il futuro. E’ meglio che i ragazzi ne tengano conto se pensano di continuare a giocare qui”.

Una testimonianza video -in italiano- dal SXSW, ovvero la Conferenza dove vale la pena essere (oggi)

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Riprendo il post pubblicato su Leeander.com perchè contiene l’intervista che Leandro Agrò ha realizzato con Christian e me un’ora dopo la fine dell’SXSW Interactive.

Le Conferenze come il TED, l’eTECH, il Web2.0 hanno un riflesso fondamentale su ciò che accade nel mondo della innovazione tecnologica e sulla trekstor mix mission velocità con qui le sfide e le soluzioni di propagano. L’eTech -in particolare- nelle sue edizioni precedenti, ha dato molto (beh, tutto) alla innovazione a mezzo Internet per come l’abbiamo esperita. Quest’anno però lo scenario è mutato, ed una manifestazione che guardavamo -dall’esterno- con attenzione già da due anni, ha preso possesso della scena. E’ il SXSW, ovvero la South by Southwest “Conference” 2009.

La definizione di SXSW la troviamo in cima alla home, ed è:

“In its 22 years, SXSW has grown from a tiny music festival in the Texas capital into a massive, unavoidable media beast that reflects, discusses and showcases trends in culture and media but also often creates them.” National Post, 3/13/08

Quest’anno si tiene dal 13 al 22 Marzo e -per fortuna- qualcuno di noi c’è! Con Christian Racca e Max Zaglio, del Topix di Torino, abbiamo registrato in iChat quasi mezzora di video che -spero- vi dia il mood di questo evento. Mentre per approfondimenti e link, c’è il sito che sempre i topixxiani hanno messo onair, qui: http://dpsquare.top-ix.org/

SXSW Day 2 – Everything I Needed to Know About the Web I Learned from Feminism

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Speaker

* Heather Gold – Subvert.com
* Danah Boyd – Microsoft Research
* Betty Flowers – LBJ Library

Heather Gold – Subvert.com

1) Personal is political
2) Everything is personal
3) Gossip make the world goes round

Social media is a easy way to approach people

SXSW Day 2 – Interactively branded

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Jami Monberg (Director, Honall Anderson Interective)
http://www.casualconnect.org/content/gamedesign/jamiemonberg-7-07.html
http://ezinearticles.com/?expert=Jamie_Monberg

Lo speach inizia con una serie di esempi sul perchè l’interazione è “attractive”: si va dalle palline di metallo che battendosi l’una con l’altra provocano un movimento molto simile al moto perpetuo alle solt machine, con il loro ipnotico movimento,

Le frasi chiave sono: “Brand that empower their user build themselves …” e “Successful brand thrive on interaction design

Jamie si sofferma poi su una comparazione nel corso degli anni fra i due loghi e su come si sono sviluppati i brand di Xerox ed Apple. Spesso durante la loro evoluzione i due brand hanno sviluppato loghi e prodotti molto simili ma, oggi, le due società oggi sono invece viste in modo molto diverse. La prima come società di fotocopiatrici la seconda come società innovatrice e trend setter. Perchè? Xè ad un certo punto Apple ha punto sul design e sul prodotto mentre Xerox solo sul prodotto

“Don’t get hung up on technology, hang with it.”

Uno dei peggiori esempi di web design è, secondo Jamie, MySpace, ma nonostante ciò è rimasto per anni sulla breccia

Basta parlare di Web x.0. Parliamo di NextGenWeb

I web designer hanno visto in questi anni crescere esponenzialmente il numero di tools a loro disposizione e la qualità degli stessi

“It used to be about a simple kit of parts”

Media usage matrix at a glance (http://www.scribd.com/doc/214228/McDonalds-Logo-Usage-Guide)

“Ergonomics was never been so important”

Da quando ci alziamo al mattino fino a quando andiamo a dormire riceviamo oltre 10M di messaggi. Questo fa si che un certo “scetticismo” ci permetta di scremare i msg buon da quelli meno buoni. L’interazione chiude il cerchio positivamente.

“It is more important that ever to connec with the consumer in a meaningful an relevant way to interact in a way to create and mantain a well relationship”

Rules for innovation

1) Do no harm, then do some good
2) Interactive is not always digital
3) Brand yourself interactively
4) Old is the new “new”
5) Understand + practice virtues of trasparency
6) Embrace your constituency with authenticity

Etech 2008 – Day 4 – Why Won’t Second Life Just Go Away, Already? Understanding Web 2.0’s Most Misunderstood Phenomenon (W. James Au)

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W. James Au lavora per GigaOM ed è un Online Games Editor ed ha lavorata dal 2003 al 2006 per la Linden Lab come “embedded journalist”

Il suo punto di vista non è ne a completo favore si SL come nella visione utopistica di Phil Rosenthal che vede un giorno tutti su SL ne completamente contro SL.

Nonostante la stampa ed il web parlino ormai di SL come una bolla esplosa la base utenti continua ad aumentare (12/8 550.000 Monthly User Active)

Altro dato interessante è che parecchie grosse companies (CISCO e IBM) continuino ad investire grosse somme (IBM 3d Data Center)

Altro dato interessante è che le forme di marketing che si inizialmente erano state usate su SL si stanno evolvendo velocemente: L’Oreal in Greenies ha ottenuto oltre 100K visitatori

Le major companies hanno circa il 15% delle private island e se si conta la loro presenza in tutte le lend la major companies coprono oltre il 5% delle land

Le 3 cose che fanno di SL un caso di successo sono:

Bebop reality “the virtual world as a 3d jazz combo”

Impression Society: “Whaddaya got, and how long are you gonna…”

(Potete ascoltare questi 2 concetti espressi per la prima volta nel suo nuovo libro in questa intervista)

“Molotov Alva”: Coming soon on HBO

Ajax Life: Web based SL …. created by a 15 years old girl

Wikitecture (blog) (Altro link)

From virtual to real and from Danmark to China

The challenge now: a thriving mid-size city of innovation in a world of emerging competitors (Metaplace, Metaverse, HiPiHi, Google’s Secret Metaverse Project, etc)

PS: a fine intervento W James U non ha dimenticato di nominare David Orban ed il suo progetto OpenSpime. Dal mio punto di vista sono loro i veri vincitori di questa edizione dell’Etech

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