Archive for September, 2009

Juniores (U18) Virtus Nichelino – Top Five Futsal 6-4

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Formazioni

Virtus Nichelino: 1 Fulgheri, 2 Cannizzaro, 3 Benatello, 4 Fissore, 5 Ruffo, 6 Molinelli, 9 Nigero (Cap), 10 Mandelli. All. Zaglio

Top Five Futsal: 1 Olivero, 3 Demartini, 4 Santandrea, 5 Rodofili, 6 Porcelli, 7 Peloni, 8 Pistillo, 9 Bongiovanni, 10 Leone, 11 Prudente All. Caprio

Marcatori: Fissore, Molinelli, Mandelli, 3 Nigero (Virtus) 2 Peloni, Prudente, Santandrea(Top Five)

Cronaca

E finalmente si inizia. Dopo che lo scorso anno il campionato Juniores era stato spezzato in 2 gironi, quest’anno la FIGC ha deciso per il girone unico da 14 squadre. In questa prima di campionato la Virtus Nichelino di mister Zaglio ed il Top Five Futsal (ex Sangano Five) di mister Caprio si affrontano dopo una preparazione precampionato molto più corta del previsto e dopo alcune amichevoli dai risultati altalenanti.

Partita dai due volti con la Virtus Nichelino che nel primo tempo lascia l’iniziativa al Top Five e con precise ripartenze produce azioni molto pericolose chiudendo il primo tempo sul 3-1 ed un secondo tempo in cui il Top Five pressa alto mettendo la Virtus in fortissima difficoltà portandosi dopo 1 solo minut0 nella ripresa sul 3-2. Il pressing alto costringe i ragazzi del Nichelino a numerosi falli e dopo soli 9 minuti la Virtus è già al limite del tiro libero con 5 falli fatti e 0 subiti. Un timeout richiesto da Zaglio interrompe la pressione avversaria ed i ragazzi rientrano in campo con un altro piglio portandosi al 44′ sul 5-3. La partita sembra ormai chiusa ma il carattere dei ragazzi di Caprio viene fuori ed in 4 minuti, tra il 53′ ed il 57′ si riportano sotto mettendo a segno due gol importantissimi ch portano il risultato sul 5-4. I minuti non sembrano passare mai fino al 60′ quando capitan Nigero, su azione di contropiede, chiude definitivamente la partita con un bel tiro che si insacca alle spalle di un incolpevole Olivero.

Finita la partita mister Zaglio ha così commentato: “Sono molto contento per questi primi 3 punti in classifica. Era molto importante partire con il piede giusto visto come abbiamo giocato l’ultima amichevole. Devo dire che mercoledì in allenamento i ragazzi mi hanno dimostrato subito di aver capito la lezione subita lunedì scorso dal Pinerolo con 2h davvero ben fatte ricche di attenzione ed instensità. Facciamo certamente ancora degli errori in fase difensiva ma sono convinto che con il lavoro molti di questi verranno presto eliminati. Unica nota negativa della partita sono gli infortuni a Mandelli e Molinelli. Spero che si rivelino molto meno gravi del previsto. Voglio infine fare i complimenti ai nostri avversari. Anche quest’anno il Top Five Futsal, nonostante i numerosi nuovi innesti ed il cambio in panchina, si dimostrerà squadra ostica per tutti grazie al loro carattere ed alla loro organizzazione.”

Amichevole Pinerolo U18 – Virtus Nichelino U18 7-6

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Ultima amichevole per i ragazzi guidati da mister Zaglio prima dell’esordio in campionato venerdì prossimo con il Top Five Futsal guidato da Cirillo.

“Rispetto alla partita precedente con l’Eurosporting ci sono stati grossi passi indietro” ha detto Zaglio a fine partita, “figli forse di una partita presa sottogamba, di un campo certamente non in condizione perfette e della mania di protagonismo di qualcuno dei ragazzi che ancora non ha chiara la differenza fra il calcio a 11 e quello a cinque. La mia arrabbiatura non dipende dal risultato ma dall’approccio al match. C’è molto da lavorare per far capire ai miei giocatori che questo è uno sport di squadra e che le vittorie nel calcio a cinque si ottengono solo ed esclusivamente con tantissima volontà ed organizzazione. L’intensità e la velocità di esecuzione sono tutto. Se anche solo uno dei cinque in campo decide di giocare per conto suo è tutto finito! Noi ci ostiniamo per la maggior parte del tempo a discutere su chi deve fare questo o quello o a disperarci per la pessima riuscita di un tiro o di un passaggio invece di seguire il nostro avversario, fare una diagonale difensiva o seguire un tiro di un compagno sul secondo palo. Mercoledì ad allenamento vedrò di chiarire una volta per tutte queste cose. Quello che è certo è che giocando così non andiamo da nessuna parte.”

Gov 2.0 Summit and Gov 2.0 Expo Showcase 2009

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Qui la playlist su Youtube dei video degli interventi del Gov 2.0 Summit e del Gov 2.0 Expo per dare una sbirciatina su cosa è successo a Washington

I governi come piattaforme: una ricetta per il successo del Government 2.0

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La scorsa settimana abbiamo visto come il crowdsourcing, uno dei modelli di creazione del valore più diffusi in rete, stia cominciando ad essere applicato con successo anche al settore dell’amministrazione pubblica. Dalle pagine di TechCrunch Tim O’Reilly affronta proprio il tema del Government 2.0, presentando alcune delle iniziative più meritevoli e delineando le prospettive di sviluppo future del settore.
Innanzitutto il segreto più importante per mettere in atto iniziative di Government 2.0 di successo è quello di pensare al governo come una piattaforma. Per avvalorare questa tesi O’Reilly porta come esempio il settore privato dell’industria tecnologica: ogni grande player degli ultimi anni ha costruito il suo successo attorno ad una piattaforma, a un qualcosa che ha aperto possibilità di sviluppo per soggetti terzi, moltiplicando così l’impatto globale della piattaforma stessa. Microsoft ha fatto entrare un pc “in ogni scrivania di ogni casa”, Google ha permesso la nascita di migliaia di startup i cui ricavi derivano dalla pubblicità, Apple ha rivoluzionato il mercato della telefonia mobile proponendo attraverso il suo App Store online migliaia di applicazioni per IPhone sviluppate da programmatori in ogni angolo del mondo. In tutti questi casi le piattaforme hanno creato opportunità per altri soggetti.

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Il crowdsourcing applicato alla governance

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Quando si pensa al crowdsourcing la prima immagine che viene in mente è quella di un’azienda che ha bisogno di risolvere uno specifico problema legato al suo prodotto/servizio e, come soluzione, adotta questo tipo di modello richiedendo l’aiuto del popolo della rete, come abbiamo visto ad esempio nei casi di Facebook e Virgin America.
Henry Jenkins segnala dal suo blog un documento di Daren C. Brabham, dottorando presso l’Università dello Utah, in cui viene trattato un nuovo campo di applicazione per il crowdsourcing, quello della governance. Secondo Brabham, infatti, questo modello può essere adatto a risolvere alcuni problemi di amministrazione pubblica, affiancandosi ad altre forme tradizionali di partecipazione, con lo scopo di migliorare l’azione di governo attraverso un incremento degli input forniti dai cittadini. Negli Stati Uniti uno degli esempi è Peer-to-Patent. Il progetto, inaugurato nel giugno 2007, è sviluppato dal New York Law School’s Institute for Information Law and Policy, in collaborazione con l’Ufficio Brevetti americano. Il progetto prevede il coinvolgimento di una community online nel controllo preliminare delle richieste di brevetto pervenute all’ufficio, controllo mirato all’individuazione di eventuali conflitti con brevetti già assegnati per la medesima idea. L’obiettivo è chiaramente quello di velocizzare il processo, potendo contare su un numero molto più elevato di persone adibite al controllo.

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Web Marketing politico? Noi italiani lo intendiamo così…

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Dal sito www.repubblica.it , sezione Politica:

Pd, già iniziato il congresso 2.0 “Battaglia” tra i siti dei candidati di CARMINE SAVIANO (21 Settembre 2009)

ROMA – E’ l’effetto Obama. La convinzione che sia necessario, ma non sufficiente, dotarsi di un presenza su social network e affini per poter incidere sulle sorti politiche del proprio Paese. Facebook e YouTube, Flickr e Myspace, insieme a siti e blog più o meno ufficiali, sono parte dell’armamentario digitale del politico del terzo millennio. Che poi questo dia vita alla tanto agognata membership, la declinazione aggiornata e aggiornabile della vecchia partecipazione, è tutto da verificare.

Bersani, Franceschini e Marino non fanno eccezione. I tre candidati alla segreteria del Pd hanno una quantità consistente di pagine internet create ad hoc per il congresso e le primarie del prossimo ottobre. Luoghi virtuali per sviscerare affinità e divergenze tra la propria mozione e quella altrui, per raccogliere idee e presentare iniziative. E non solo questo. Internet può diventare il luogo di una competizione nella competizione. L’obiettivo è avere più fan, più sostenitori, più commenti al proprio post, più tag. Una competizione, naturalmente relativa e preparatoria.

Su Facebook i tre hanno da tempo raggiunto il limite dei 5mila amici che la piattaforma consente. E la battaglia si sposta sulle pagine dove si raccolgono sostenitori. All’inizio di settembre la classifica era guidata da Franceschini con 5940 fan, seguito da Marino con 4691. Ma in poco meno di due settimane l’ex ministro allo Sviluppo Economico ha compiuto una rimonta impressionante. Ad oggi è primo con 6142 sostenitori. L’attuale segretario del Pd è a quota 6090. Ma Franceschini può contare sugli alleati e su un paio di pagine non ufficiali molto frequentate. Tra i big del partito che appoggiano il segretario uscente, Debora Serracchiani ha superato quota 30mila fan e Veltroni ne ha 26mila. Dal lato della mozione Bersani, Massimo D’Alema è a 3mila fan, Letta a 1400 e la Bindi a mille. A voler considerare le pagine create dai sostenitori, il calcolo diventa impossibile. Basti pensare che quasi ogni circolo del Pd ha la propria pagina e che da ognuna di queste ne derivano tre dedicate ai candidati.

I tre aspiranti segretari hanno a disposizione dei siti ufficiali molto funzionali, quasi dei piccoli network. Toni di grigio e fascione rosso per Bersani, che ha a disposizione una web tv che trasmette 24 ore su 24 gli interventi e le iniziative realizzate in tutto il Paese. Altra sezione è dedicata al download di materiali mentre in un’altra si possono lasciare commenti sulle parti della mozione che si condividono o meno. C’è poi la sezione “Scelgo Bersani perché”, dove i dirigenti del partito lasciano la propria professione di fede. Da segnalare il forum, Comitati per Bersani, dove è a disposizione in download uno strumento interessante, preparato dal circolo parigino del Pd, per confrontare le tre mozioni.

Viola e verde i colori principali del sito di Ignazio Marino. Una sezione è dedicata alla raccolta dei video che ne illustrano il viaggio in Italia, mentre nella sezione shop è possibile acquistare t-shirt e cappellini, spille e berretti con il logo della mozione del chirurgo genovese. Grande spazio alle sezioni dedicate alla laicità e ai diritti.

Ispirato al tricolore il sito di Dario Franceschini, con una sezione dedicata alle proposte politiche dei naviganti e un’altra ai romanzi scritti dall’attuale segretario. Ha fatto notizia nei giorni scorsi la pubblicazione sulla sua home page del trailer di Videocrazy. La parte relativa alle news è aggiornata con tutte le sue ultime dichiarazioni.

Su Twitter la battaglia si fa a colpi di iscrizioni al proprio micro-blog. Franceschini ha 246 iscritti e segue 250 persone, tra cui alcune sezioni del Pd, la Casa Bianca e la Major Legue di Baseball. Di Marino e Bersani neanche l’ombra. Marino, invece, di iscritti ne ha 300, e tra i 195 profili che segue ci sono la sezione Funzione Pubblica della CGIL di Bari e quello della modella di origini armene Kim Kardashian. Anche qui di Franceschini e Bersani neanche un cinguettio. Pierluigi Bersani vince anche su Twitter con 493 iscrizioni al proprio profilo. L’ex ministro segue 266 pagine, tra cui CGIL Umbria, quella di Barack Obama e quella dell’ex cantante dei Soundgarden Chris Cornell. E c’è anche la pagina dedicata alle news su Dario Franceschini.

Infine YouTube. I video dei tre candidati alla segreteria sono molto visti. Nel canale Franceschini ci sono 47 video caricati, un video-diario della campagna elettorale. Ventotto i video caricati da Ignazio Marino e settantasette quelli da Bersani.

Amichevole: Eurosporting Juniores – Virtus Nichelino Juniores 3-4

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Formazioni

Eurosporting: np

Virtus Nichelino: Fulgheri, Cannizzaro, Benatello, Fissore, Manassero, Molinelli, Mandelli, Ruffo

Marcatori: Mandelli 4 (Virtus)

Prima vittoria dell’anno per i ragazzi di mister Zaglio contro i sempre temibili pari età dell’Eurosporting di William Negro. I ragazzi della Virtus hanno certamente giocato meglio rispetto alla recente esibizione ad Asti e gli innesti dei nuovi arrivati hanno aumentato la qualità media del gruppo.L’assenza del bomber Nigero non ha pesato più di tanto sulla prestazione globale della squadra e la maiuscola partita di Andrea Mandelli, anche grazie ai suoi 4 goals, ha garantito la vittoria.

A fine gara mister Zaglio: “Sono contento per la prestazione di questa sera. I Ragazzi hanno cercato di applicare nel migliore dei modi ciò che avevo chiesto loro negli spogliatoi. In questo momento mi sto concentrando sul far recepire al meglio la fase difensiva alla squadra. Una volta che avremo oliato i meccanismi  dietro, potremo concentrarci meglio sulla fase d’attacco. Mi è piaciuto moltissimo il carattere dei ragazzi che, nonostante un parziale di 2-0 per l’Eurosporting, non si sono mai demoralizzati ed hanno lottato su ogni pallone. Quando abbiamo finalmente cominciato a pressare alto gli avversari sono andati in difficoltà. E’ questo che voglio: squadra corta ed aggressiva, pronta alla ripartenza e che lotta su ogni pallone. Rimango convinto che ci toglieremo delle soddisfazioni giocando in questo modo. La rosa a mia disposizione è discreta ma dobbiamo assolutamente integrarla con qualche altro ragazzo”

Il nuovo politico? Una “rockstar” “glamour”

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Da “Obama – La politica nell’era di Facebook” di Giuliano da Empoli, capitolo 3

Qualcuno si illude ancora che a governarci sia unacasta di politicanti e di uomini d’affari, o chissà quali gerarchie più occulte e incoffessabili, mentre la verità è che le rockstar hanno preso il potere da tempo… Chiunque pensi che la razza sia un’ostacolo per Obama non accende la radio , né la televisione da anni. Tutti vogliono essere popstar, e sempre più spesso, le popstar sono nere… Il senatore dell’Illinois è l’unico che sia riuscito a far leva fino in fondo sulla cultura pop per proiettarsi nell’orbita della Casa Bianca. E questo per un motivo molto semplice: Obama non è un politico, è una rockstar… I suoi punti di forza sono quasi esclusivamente extrapolitici. La sua vicenda è motivo di assoluto sbalordimento per l’establishment di Wasghington… Gli ultimi anni hanno visto un fiorire, in tutto il mondo, di outsider di professione – talvolta politici, talvolta direttamente paracadutati dal mondo dello spettacolo o degli affari – che hanno trasformato le regole della competizione politica… Un tempo, la maggior parte della carriera di un uomo politico si svolgeva al riparo da sguardi indiscreti, dietro il paravento di grandi contenitori: i partiti. A essere premiate, in un leader, erano soprattutto la capacità di muoversi dietro le quinte, scalando a poco a poco i gradini di una macchina organizzativa articolata e complessa… Il percorso delle nuove elite è diverso. Anzichè svolgersi all’interno di una macchina organizzativa, esso si sviluppa all’esterno, sotto gli occhi dell’opinione pubblica. Anzichè appoggiarsi sul loro status di insider per comunicare con l’esterno, i neopolitici fanno leva sulla propria capacità di comunicazione per costringere gli apparati a prenderli in considerazione… Per farsi largo i neopolitici fanno leva su tutti gli strumenti comunicativi a loro disposizione. La loro capacità principale è quella di saper attirare l’attenzione sempre e comunque, qualsiasi cosa facciano… Agli occhi del pubblico, non c’è più molta differenza tra un attore e un uomo politico, entrambi vengono valutati con metri di giudizio molto affini: qualità della performance, sincerità, capacità di suscitare emozioni… Le organizzazioni hanno perso quota, mentre le superstar si sono emancipate. Negli Stati uniti – ma non solo – i partiti sono diventati scatole vuote, mentre a dettare le regole del gioco sono i singoli esponenti politici che raccolgono più consenso nell’arena pubblica… Negli Stati Uniti, finora, la debolezza organizzativa dei partiti è stata in parte controbilanciata dalla loro metamorfosi in potenti macchine per il reperimento di fondi. Se i boss dell’elefante e dell’asinello riescono ancora a farsi ascoltare dai singoli leader è perchè controllano risorse finanziarie determinanti in tempo di campagna elettorale. Ora, però, sembra che Obama abbia abbattuto anche quest’ultimo ostacolo. Per la prima volta, le casse del partito democratico si appoggiano sulla macchina finanziaria del candidato più di quanto non accada il contrario… Se le star della politica diventano celebrità come tutte le altre, anche i criteri di selezione della politica si adeguano a quelli dell’entertainment… Glamobama e Starkozy non sono più uomini politici, sono seguaci di Lee Strasberg che hanno trasformato la loro vita in una performance… Ciascuno di loro, ancor più che un programma presenta al pubblico una personalità, dalla quale deriva quasi naturalmente tutto il resto… Tutti i media sono impegnati nello sforzo forsennato di soddisfare l’inesauribile fame di intimità e di glamour che percorre la nostra società e non risparmia nessuno… Non è solo una curiosità, però, quella che si sente nell’aria. Il suo culto della fama, infatti, la nostra società lo celebra con modalità che ricordano da vicino quelle del circo romanoCon l’indebolirsi del vincolo di partito, è abbastanza naturale che gli elettori vogliano conoscere più da vicino i singoli esponenti politici. Fin da quando, a dare garanzie per un candidato, c’erano l’organizzazione e, in alcuni casi, l’ideologia, non serviva approfondire più di tanto. Ma da quando l’ombrello partitico è venuto meno, il contratto è diventato ad personam: logico che l’opinione pubblica esiga garanzie sempre maggiori sul carattere di coloro che pretendono di rappresentarla

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