Archive for October, 2009

Campionato Juniores (U18) – 6a di andata – Virtus Nichelino vs Asti Garage 2-5

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Formazioni

Virtus Nichelino: 1 Fulgheri, 2 Cannizzaro, 6 Molinelli (Cap), 7 Falconeri, 9 Nigero, 10 Mandelli, 11 Bottino All. Zaglio

Asti Garage: 1 Mussa, 2 Coppola, 3 Bellè, 4 Volpato, 5 Vigilante (Cap), 6 Vecchiè, 7 De Simone, 8 Ligresti, 9 Guercio, 10 Modica, 11 Lovisolo, 12 Fogliotti All. Penna

Marcatori: Falconeri, Cannizzaro(Virtus) Bellè 2, Vecchiè, Ligresti, Modica(Asti)

Commenti

Zaglio (Virtus): “Ormai c’è poco da parlare e molto la lavorare. I ragazzi ci mettono certamente la voglia ma è indubbio che ci siano dei problemi, alcuni dei quali sono risolvibili con tanta applicazione e tanto lavoro mentre altri sono costituzionai alla squadra. Ci mancano degli elementi in alcuni punti chiave. Un ultimo uomo non si può inventare e, nonostante l’impegno profuso da tutti i ragazzi che ho già alternato in quel ruolo, purtroppo nessuno è in grado di farlo al meglio. I ragazzi difettano inoltre di personalità e di spirito d’iniziativa. In allenamento certi movimenti ci riescono mentre appena entriamo in campo contro avversari veri piuttosto che provare certe cose lasciamo stare e spazziamo sperando che il pivot di turno faccia una magia. Ripeto, siamo certamente in un brutto momento e sono assolutamente convinto che si possa uscirne  lavorando tantissimo e con tanta tanta attenzione ai particolari”

Penna (Asti): “Direi partita piacevole, entrambe le squadre hanno mostrato un atteggiamento propositivo. Risultato a parer mio giusto, con tante opportunità create anche se è mancata un pizzico di concretezza sotto porta. Onore agli avversari che ci hanno messo in difficoltà e ci hanno provato fino alla fine. Incamerati con soddisfazione questi 3 punti, in settimana cercheremo di preparare al meglio il prox il match contro il Torino”

Google Navigation: Tom Tom trema (e forse anche un pò l’iPhone)!

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La notizia non è certo freschissima ma mi sono imbatuto per caso nel video promozionale di Google Navigation e mi permetto di mostrarvelo perchè mi sembra un prodotto davvero interessante. Al prossimo viaggio in america quasi quasi mi compro Droid, uno degli ultimi nati di casa Motorola, che oltre ad essere veramente figo è pure dotato di Android visto che urge studiare l’oggetto un pò meglio di quello che sto facendo fino ad ora!

Geocities chiude oggi: un pezzo della storia di Internet se ne va

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Yahoo Geocities closingCon questa schermata uno dei siti più famosi del Web 1.0 comunica la sua chiusura ufficiale oggi. A 15 anni dalla sua creazione, Yahoo ha deciso la chiusura definitiva del suo servizio di creazione di pagine web.

Geocities, creato nel 1994 con l’intento di consentire alle persone la creazione di una propria pagina web su internet in maniera facile, intuitiva e gratuita, ha visto il proprio definitivo declino con l’avvento del web 2.0, L’esplosione di piattaforme di per la creazione di blog quali WordPress.com e Blogger più l’onda anomale generata dai social networking come MySpace e Facebook, che consentono una più facile interazione con il web e un approccio più diretto con il visitatore della propria pagina ne hanno, di fatto, decretato la fine.

Un grazie di cuore a David Bohnett and John Rezner, i papà di una piattaforma che ha fatto la storia.

Gov 2.0 Italia

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Ci risiamo! Mi era successo nel marzo del 2006 di ritorno dall‘o’Reilly eTech Conference di San Diego e quest’anno è di nuovo accaduto.

Facciamo un piccolo passo indietro: il 1 Aprile 2005 vengo assunto in TOP-IX e, fra le prime attività che mi vengono commissionate, c’è quella di trovare conferenze in giro per il mondo che ci permettano di capire dove sta andando Internet e tutto ciò che la circonda. Io per puro caso mi imbatto in un post di un tal Leeander che racconta le mirabolanti innovazioni proposte ad un’interessante conferenza chiamata ETech.

Detto fatto: l’anno successivo Christian Racca ed il sottoscritto voliamo a San Diego per l’edizione 2006 dell’ Etech. Veniamo investiti dall’onda anomala del Web 2.0 e ne siamo completamente travolti. Torniamo in Italia con in cuore il sacro fuoco dell’innovazione e … ci scontriamo con un gigantesco muro di gomma! Tutte le Web Agencies o programmatori con cui parliamo di Mashup, API, AJAX, Javascript e via dicendo sapevano, vagamente, di cosa si stesse parlando MA, dicono, “… sarà la solita moda passeggera. Tranquilli qualche mese e passa!

Sapete tutti come è andata a finire questa storia. Ormai le mappe di Google sono ovunque e non esiste Web Apps che non rilasci le proprie API agli sviluppatori di tutto il mondo.

Lo scorso anno io ed il mio fido compagno di merende Christian Racca decidiamo di cambiare conferenza e di andare per la prima volta all’SXSW di Austin. Anche in questo caso, come per la prima all’ETech, STUPORE E MERAVIGLIA! Ci rendiamo conto per la prima volta che la percezione che avevamo dall’Italia del fenomeno Obama era veramente poca cosa rispetto a ciò che è realmente accaduto negli USA. Concetti come quello della “trasparency“, della “participation“, degli “Open Data” sono alcuni dei mattoncini su cui il Gov 2.0 poggia le sue basi.

Abbiamo realizzato per la prima volta che forse davvero qualcosa poteva cambiare anche in Italia visto che l’80-90% delle tecniche di comunicazione utilizzate da Obama durante la sua campagna elettorale erano riutilizzabili anche qui da noi! Potenzialmente si può prendere un completo sconosciuto e portarlo a diventare Presidente del Consiglio con uno sforzo certamente grande ma non impossibile e senza il vantaggio strategico di avere fra i propri asset un network televisivo.

Come dicevo prima: ci risiamo!

Tornati in Italia abbiamo incominciato a parlare con agenzie di comunicazione e con esperti di marketing sia generici che esperti in campo politico ed anche in questo caso … NIENTE! Internet è “difficile” come dice qualcuno oppure è un “ambaradan” come dice qualcun altro.

Anche questa volta ho l’assoluta percezione che quello che abbiamo visto lo scorso marzo arriverà prestissimo da noi e che in questo momento esiste una incredibile finestra di opportunità. Chi saprà coglierla per primo avrà dei vantaggi competitivi fortissimi rispetto alla concorrenza.

Per ora in Italia si cerca di far passare www.forzasilvio.it come la versione italiana di my.barackobama.com.

Che vi devo dire: sono senza parole ……

AAA cercasi interessati seriamente intenzionati a parlare di GOV 2.0 in Italia (politici ed esperti di comunicazione). No perditempo!

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C1 – 5a giornata di andata – Rassegna Stampa – Sprint & Sport – Il Corriere Sportivo

Campionato Juniores (U18) – 5a di andata – Eurosporting vs Virtus Nichelino 6-4

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Formazioni

Eurosporting: 1 Menardi, 3 Faretina, 4 Luppino, 5 Meina, 7 Paparella, 8 Tramarin, 9 Gaido (Cap) 11 Vaccari, 12 Campolongo All. Negro

Virtus Nichelino: 1 Fulgheri, 2 Cannizzaro,3 Benatello, 4 Fissore (Cap), 7 Falconeri, 8 Manassero, 9 Nigero All. Zaglio

Marcatori: Luppino, Meina 4, Gaido (Eurosporting) Fissore, Falconeri, Manassero, Nigero(Virtus)

Ammoniti: Meina (Eurosporting)

Cronaca:

Per la 5a giornata di andata del campionato regionale Under 18 si sono affrontate presso l’impianto Sporting Grugliasco le squadre dell’Eurosporting, reduce dal pareggio in casa del Top Five, e la Virtus Nichelino, vincente ma non convincente contro l’Elledi Carmagnola.

Partita che per 13 minuti viaggia su toni soporiferi per colpa delle due squadre, certamente più a loro agio nel gioco di rimessa più che nella costruzione. E’ però L’Eurosporting di Negro a portarsi in vantaggio per prima ed a raddoppiare 4 minuti dopo portando il risultato sul meritato 2-0. Come spesso ultimamente capita alla Virtus, i ragazzi di Zaglio passano molto più tempo a litigare fra loro piuttosto che provare a recuperare un risultato certamente ancora non compromesso; in maniera abbastanza inaspettata, con in campo il  quintetto certamente meno esperto, al 28′  la Virtus accorcia le distanze e chiude il tempo con il risultato di 2-1 per l’Eurosporting.

I primi 6 minuti del secondo tempo fanno ben sperare la Virtus che con i gol di Falconeri, con una ripartenza da palla rubata, e Manassero, con una gran botta dalla distanza, ribalta il risultato portandolo sul 2-3. La Virtus riesce a controllare il risultato per pochi minuti. Poi prima Luppino (ex Pinerolo) e quindi Meina, salito in cattedra con una splendida tripletta in 6 minuti complice qualche disattenzione di Fulgheri portano il risultato sul 6-3 per i padroni di casa. Il risultato si fissa sul 6-4 finale con una potente punizione di Nigero nel finale.

Zaglio a fine partita: “Questa sera la voglia di parlare è proprio poca. Il risultato non è solo figlio di una prestazione vergognosa ma, e soprattutto, di comportamenti inaccettabili da parte di alcuni dei ragazzi. Non intendo assolutamente lasciare che la squadra prenda questa brutta piega e per questo, in pieno accordo con la società, alcuni ragazzi saranno puniti. Da certe persone io mi aspettavo oltre che un comportamento diverso, anche delle prestazioni di livello notevolmente superiore. E’ molto facile fare buone prestazioni in prima squadra, dove il livello tecnico è più alto ed i compagni ti aiutano ad inserirti. Quando invece uno dovrebbe fare la differenza nella propria categoria di appartenenza i problemi aumentano perchè è li che uno dovrebbe mettere a disposizione dei propri compagni la propria esperienza nelle categorie superiori e prendersi la squdra sulle spalle nei momenti di difficoltà. Chiaro che è molto più facile criticare i compagni e non prendersi le proprie responsabilità piuttosto che metterci la faccia e soprattutto le palle.”

Obama – La politica nell’era di Facebook

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Ho finito da pochi giorni di leggere “Obama – La politica nell’era di Facebook” di Giuliano da Empoli e devo dire che l’ho trovato un libro davvero “inspiring”. Oltre a contenere molte imformazioni davvero interessanti che ancora non conoscevo quello che il libro ti lascia a fine lettura è “la voglia di provarci”.

La verità è che non mi sono mai interessato di politica prima delle scorse elezioni statunitensi se non per brevissimi periodi. Tutto quello che è accaduto negli USA mi ha fatto pensare che forse anche qui potesse accadere qualcosa se solo si trovano le persone giuste. Questa è stata la convinzione che mi ha fatto partire. Con il passare dei giorni e man mano che trovo informazioni mi rendo conto che l’elezione di Obama è stata una delle operazioni di Marketing e Comunicazione più struturate che si siano mai viste sul pianeta.

Obama era il candidato presidente perfetto: la sua storia parla per lui.

Leggete per credere:

Barack Obama nasce a Honolulu, nelle Hawaii, da Ann Dunham, un’americana di Wichita (Kansas) di discendenza prevalentemente inglese, e da Barack Obama Sr. , un kenyano di etnia Luo originario di Nyang’oma Kogelo. Al momento della nascita di Obama entrambi i genitori erano giovani studenti universitari. Nel 1963 i genitori si separarono e successivamente divorziarono; il padre andò all’Università Harvard per conseguire un dottorato, e infine tornò in Kenya, dove morì in un incidente stradale nel Novembre 1982: rivide il figlio solo in un’occasione. La madre invece si risposò con Lolo Soetoro, un altro suo ex collega universitario, da cui ebbe una figlia. Obama si trasferì quindi con la famiglia a Giacarta, dove nacque la sorellastra di Obama, Maya Soetoro-Ng. A Giacarta, Obama frequentò le scuole elementari da 6 a 10 anni.

A dieci anni, Obama ritornò a Honolulu per ricevere un’istruzione migliore. Fu cresciuto prima dai nonni materni, Stanley Dunham  e Madelyn Payne Dunham, poi dalla madre. Si iscrisse alla scuola privata più importante e prestigiosa dell’isola, la Punahou High School, dove si diplomò con ottimi voti. La madre di Obama morì di cancro nel Novembre 1995, pochi mesi dopo la pubblicazione dell’autobiografia di Barack Obama, Dreams from My Father.

Nel suo libro Dreams from My Father, Obama descrive la sua esperienza di crescere con la famiglia di sua madre; una famiglia di ceto medio e, ovviamente, bianca. Incontrerà il padre una volta sola, a dieci anni, durante le vacanze natalizie del 1971. La conoscenza del padre nero assente derivò principalmente dalle storie della famiglia e dalle fotografie. Della sua infanzia, Obama scrive: “Che mio padre non sembrava per nulla come le persone a fianco a me — che era nero come la pece, mentre mia madre bianca come il latte — non ci feci neppure caso.” Da giovane, lottò per riconciliare le percezioni sociali sulla sua eredità multirazziale. Obama scrive sul suo utilizzo di marijuana e cocaina durante la sua adolescenza per “spingere le domande su chi ero fuori dalla mia testa.” Al forum civile per la candidatura presidenziale nel 2008, Obama identifica il suo uso di droghe come “il suo più grosso fallimento morale” Hornick, Ed (August 17, 2008). Dopo il liceo, Obama studiò per un paio d’anni all’Occidental College, prima di spostarsi al Columbia College della Columbia University. Là si laureò in scienze politiche, con una specializzazione in relazioni internazionali. Dopo la laurea, lavorò per un anno alla Business International Corporation (ora parte del The Economist Group), una società che forniva notizie economiche di carattere internazionale alle aziende clienti. Si trasferì poi a Chicago, per dirigere un progetto non profit che assisteva le chiese locali nell’organizzare programmi di apprendistato per i residenti dei quartieri poveri nel South Side.

Nel 1988, Obama lasciò Chicago per tre anni per studiare giurisprudenza ad Harvard. Nel febbraio 1990 diventò il primo presidente afroamericano della celebre rivista Harvard Law Review. Nel 1989, durante uno stage estivo presso lo studio legale specializzato in diritto societario Sidley Austin di Chicago conobbe Michelle Robinson, avvocato associato nello stesso studio. Si laureò magna cum laude nel 1991. Il 3 ottobre 1992 sposò Michelle Robinson nella Trinity United Church of Christ di Chicago.

Tornato a Chicago, Obama diresse un movimento per far registrare al voto quanti più elettori possibili (voter registration drive), poi come avvocato associato lavorò per difendere organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti civili e del diritto di voto presso lo studio legale Miner, Barnhill & Galland, e insegnò diritto costituzionale presso la facoltà di legge dell’Università di Chicago, dal 1993 fino alla sua elezione al Senato federale nel 2004.

Incredibile non c’è che dire! Per non parlare del fatto che Obama pubblica prima di candidarsi un paio di autobiografie in cui dichiara candidamente tutti gli errori fatti in gioventù (droghe, attivismo, ecc) in modo che nessuno possa successivamente tirare fuori qualche scheletro dal passato! Geniale!

Detto questo alcune considerazione sparse derivanti dalla lettura (ringrazio Christian Racca)

  • Stiamo vivendo in una generazione di “Wannabe a Rockstar” dove le rockstar sono tendenzialmente nere (nel mondo dell’Hip Hop ma anche del cinema con Will Smith), Obama è nero ed è una rockstar naturale.
  • La politica sta vivendo una sorta di emancipazione politica, sulla falsa riga di quella attraversata dall’industria cinematografica ai tempi di Marlon Brando e degli Actor Studios. Il politico aggira la mediazione del partito per arrivare direttamente al suo pubblico, ai suoi Fans.
  • Obama concentra gli sforzi di foundraising nella Silicon Valley notoriamente distaccata dalla politica tradizionale. La sua mancanza di esperienza e la giovane età rispecchiano infatti a pieno la filosofia della Valley dove contano più le idee più che l’anzianità di servizio.
  • Il Web 2.0 segna l’evoluzione della “partecipazione” dalla piazza alla RETE. Obama non ha un passato da uomo politico, bensì il suo trascorso è molto vicino al mondo dei servizi sociali. Tale esperienza lo favorisce pesantemente nel processo di creazione di community sul web.
  • Obama è espressione naturale dell’America quale integrazione di razze, culture, talenti. La famiglia natale di Obama rappresenta una piccola diaspora a cui spesso ci si riferisce come “le nazioni unite di Obama”.
  • Uno dei punti di forza di Obama rispetto agli altri candidati è la consapevolezza dell’esistenza di altri punti di vista. Lo Chief strategist di Obama è un pubblicitario, non un sondaggista o un uomo di politica. Yes We Can – uno slogan più che un messaggio politico.
  • In America l’elettorato Under 30 è molto più consistente che in Europa (e soprattutto in Italia). Su questo tipo di votanti la figura di Obama ha un impatto decisamente più consistente.
  • La “Generazione ME” ha un interesse innato a farsi sentire e a partecipare più che ascoltare passivamente. La campagna di Obama da sfogo alle voglie di emergere del singolo in quanto al centro della scena non vi è più il candidato bensì l’elettore… il fan (o almeno questo è quello che si vuol far credere).

Campionato Juniores (U18) – 5a di andata – Virtus Nichelino vs Elledi Carmagnola 6-5

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Formazioni

Virtus Nichelino: 1 Fulgheri, 2 Cannizzaro, 3 Mandelli, 5 Ruffo, 6 Molinelli, 8Manassero, 9 Nigero (Cap), 11 Benatello All. Zaglio

Elledi Carmagnola: 1 Lombardi, 2 Amato, 3 Dell’Unto, 4 De Robertis, 6 Vanzetti, 7 Falconi, 8 Gerbino (Cap) 9 Vartuli, 10 Scaglione, 11 Silvestri All. Valfrè

Marcatori: Cannizzaro, Mandelli 2, Nigero 3 (Virtus) Amato, De Robertis 2, Vanzetti, Silvestri (Elledi)

Ammoniti: Nigero (Virtus)

Cronaca

Alla palestra Gramsci di Nichelino si sono affrontae le compagini della Virtus Nichelino, vogliosa di riscattare le due sconfitte consecutive, e dell’Elledì Carmagnola, alla ricerca dei primi punti in classifica. Il match finisce 6-5 per la Virtus  ma la partita è stata apertissima ad ogni risultato fino allo scadere.

Zaglio a fine partita: “L’unica nota positiva della partita di oggi è il risultato che ci porta a quota 6 punti in classifica. Incomincio ad essere fortemente preoccupato dall’atteggiamento dei ragazzi che percepiscono in minima parte i miei accorgimenti tattici. Questa settimana dovrò seriamente analizzare dov’è il problema perchè certi errori non sono propri del calcio a 5, sono errori di “buon senso”. Alcune folli decisioni da parte dei miei sono davvero inconcepibili. I ragazzi difettano di carattere e si fanno prendere dal panico alle prime pressioni. Continuiamo a non costruire e ad affidarci a soluzioni offensive estemporanee, talvolta vincenti altre no. Predico una fase difensiva attenta e prendiamo gol evitabili frutto di errori sia individuali che di squadra. C’è davvero molto da lavorare.”

Startup Metrics for Pirates: AARRR! by Dave McClure

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Alla ricerca di dati per creare la “dashboard perfetta” per la valutazione di una startup partendo dalle loro metriche mi sono imbattuto, grazie alla segnalazione di Leonardo Camiciotti, in questo vecchissimo post di Dave McClure che parla proprio di metriche per le startup.

Ma chi è Dav McClure?

Riporto dal suo sito:

Dave McClure has been geeking out in Silicon Valley for over twenty years as a software developer, entrepreneur, startup advisor, angel investor, blogger, and internet marketing nerd. Dave currently runs FF Angel, a seed-stage investment program for Founders Fund, and also manages the fbFund REV incubator program on behalf of Facebook, Accel Partners, and Founders Fund.

Il suo concetto di AARRR (Acquisition, Activation, Retention, Referral, Revenue) riterito ad una startup è davvero molto interessante. Quello che purtroppo non mi è chiaro è come sia riuscito a calcolare l’Estimate Value della slide 17. Questo sì che sarebbe interessante capirlo.

Che faccio nei prossimi 3 mesi? Facile: Smart House e Metriche

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E’ ora di programmare il lavoro del prossimo trimestre. Non ci sono sinceramente argomenti web related estremamente interessanti ultimamente a cui appassionarsi se non quello legato al Gov 2.0 (ma di questo ne parliamo un’altra volta)

E allora mi sembra il caso di ritornare a due miei antichi cavalli di battaglia: la mitica Smart House e le metriche di conversione del web.

Ieri nell’incontro con Alberto D’Ottavi ho scoperto che anche lui è fortemente interessato alle metriche. Magari finirà che ci lavoreremo un pò assieme.

Juniores (U18) – 3a di andata – Torino Cesana 1975 – Virtus Nichelino 4-3

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Formazioni

Torino Cesana: 2 Maniscalco, 3 Bussi, 4 Miscia, 5 Massimino, 7 Binzaru, 9 Ferramosca (Cap), 10 Ortalda, 11 Dionisio, 12 Mazzucco All. Nizza

Virtus Nichelino: 1 Fulgheri, 2 Cannizzaro, 4 Fissore, 5 Ruffo, 6 Molinelli, 7 Falconeri, 9 Nigero (Cap), 10 Mandelli, 11 Benatello All. Zaglio

Marcatori: Dioniso, Ortalda, Ferramosca, ?(Torino) Nigero 2, Molinelli(Virtus)

Cronaca

Bella partita fra Torino Cesana e Virtus Nichelino, compagini che arrivano alla partita con stati d’animo molto diversi. Il Torino forte delle tre vittorie consecutive e voglioso di rimanere al comando della classifica e la Virtus Nichelino che vuole riscattare la pessima figura rimediata contro i Bassotti.

Partita che rimane inchiodata sullo zero a zero con diverse palle gol da entrambe le parti ma con parate davvero importanti di Fulgheri. Al 14′ per un guasto all’impianto elettrico la partita viene sospesa per una decina di minuti fino a quando l’illuminazione non viene ripristinata. Le squadre rientrano in campo con un piglio molto diverso, con il Torino che spinge a fondo sull’accelleratore e la Virtus incapace di reagire. Ed infatti il Torino passa due volte con due tiri da lontano di Dioniso ed Ortalda. Virtus che limita i danni fino allo scadere de tempo nonostante le diverse occasioni capitate ai ragazzi di Nizza.

Al rientro degli spogliatoi i ragazzi di Zaglio rientrano finalmente in partita ed in 15 minuti ribaltano il risultato grazie alla doppietta di Nigero e al gran gol di Molinelli bravo a insaccare da posizione complicata. Il Torino non ci sta ed incomincia a pressare altissimo diventando pericolosissimo in diverse occasioni con un Fulgheri bravissimo a dire no agli avanti del Torino in numerosissime occasioni. E’ al 20′ che i padroni di casa giungono al pareggio grazie al gol di Ferramosca. Nonostante la pressione la Virtus non molla ed in alcune azioni di contropiede ha l’occasione di riportarti in vantaggio con Falconeri e con Molinelli ma è bravo il portiere Mazzucco a dire di no. A 5′ dal termine il Torino completa la sua rincorsa con il gol del definitivo 4-3.

Zaglio, sentito a fine partita, ha così commentato la prestazione dei suoi: “Nonostante il risultato negativo sono molto contento per la prestazione dei ragazzi. I primi 15 minuti di entrambi i tempi sono stati davvero buoni e siamo riusciti a tener testa al Torino senza difficoltà esagerate. Voglio spendere una parola sulla prestazione di Fulgheri e di Falconeri: il primo è stato trattato troppo duramente dal pubblico dopo la partita con I Bassotti e questo non mi è piaciuto. Gli ho chiesto una reazione d’orgoglio e lui ha risposto alla grande con una prestazione di livello. Per Falconeri, dopo il terribile esordio a S. Gillio una prestazione da incorniciare sul laterale sinistro. Il ragazzo cresce di allenamento in allenamento e credo che quest’anno sarà utilissimo alla causa. Il Torino rimane la solita squadra molto organizzata, l’unica fino ad oggi a pressarci con l’intermedio, ma rispetto all’anno scorso sono molto più alla portata. Gente del calibro di Vacchina, ormai in pianta stabile in prima squadra, non si sostituisce facilmente.”

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