Ho finito da pochi giorni di leggere “Obama – La politica nell’era di Facebook” di Giuliano da Empoli e devo dire che l’ho trovato un libro davvero “inspiring”. Oltre a contenere molte imformazioni davvero interessanti che ancora non conoscevo quello che il libro ti lascia a fine lettura è “la voglia di provarci”.

La verità è che non mi sono mai interessato di politica prima delle scorse elezioni statunitensi se non per brevissimi periodi. Tutto quello che è accaduto negli USA mi ha fatto pensare che forse anche qui potesse accadere qualcosa se solo si trovano le persone giuste. Questa è stata la convinzione che mi ha fatto partire. Con il passare dei giorni e man mano che trovo informazioni mi rendo conto che l’elezione di Obama è stata una delle operazioni di Marketing e Comunicazione più struturate che si siano mai viste sul pianeta.

Obama era il candidato presidente perfetto: la sua storia parla per lui.

Leggete per credere:

Barack Obama nasce a Honolulu, nelle Hawaii, da Ann Dunham, un’americana di Wichita (Kansas) di discendenza prevalentemente inglese, e da Barack Obama Sr. , un kenyano di etnia Luo originario di Nyang’oma Kogelo. Al momento della nascita di Obama entrambi i genitori erano giovani studenti universitari. Nel 1963 i genitori si separarono e successivamente divorziarono; il padre andò all’Università Harvard per conseguire un dottorato, e infine tornò in Kenya, dove morì in un incidente stradale nel Novembre 1982: rivide il figlio solo in un’occasione. La madre invece si risposò con Lolo Soetoro, un altro suo ex collega universitario, da cui ebbe una figlia. Obama si trasferì quindi con la famiglia a Giacarta, dove nacque la sorellastra di Obama, Maya Soetoro-Ng. A Giacarta, Obama frequentò le scuole elementari da 6 a 10 anni.

A dieci anni, Obama ritornò a Honolulu per ricevere un’istruzione migliore. Fu cresciuto prima dai nonni materni, Stanley Dunham  e Madelyn Payne Dunham, poi dalla madre. Si iscrisse alla scuola privata più importante e prestigiosa dell’isola, la Punahou High School, dove si diplomò con ottimi voti. La madre di Obama morì di cancro nel Novembre 1995, pochi mesi dopo la pubblicazione dell’autobiografia di Barack Obama, Dreams from My Father.

Nel suo libro Dreams from My Father, Obama descrive la sua esperienza di crescere con la famiglia di sua madre; una famiglia di ceto medio e, ovviamente, bianca. Incontrerà il padre una volta sola, a dieci anni, durante le vacanze natalizie del 1971. La conoscenza del padre nero assente derivò principalmente dalle storie della famiglia e dalle fotografie. Della sua infanzia, Obama scrive: “Che mio padre non sembrava per nulla come le persone a fianco a me — che era nero come la pece, mentre mia madre bianca come il latte — non ci feci neppure caso.” Da giovane, lottò per riconciliare le percezioni sociali sulla sua eredità multirazziale. Obama scrive sul suo utilizzo di marijuana e cocaina durante la sua adolescenza per “spingere le domande su chi ero fuori dalla mia testa.” Al forum civile per la candidatura presidenziale nel 2008, Obama identifica il suo uso di droghe come “il suo più grosso fallimento morale” Hornick, Ed (August 17, 2008). Dopo il liceo, Obama studiò per un paio d’anni all’Occidental College, prima di spostarsi al Columbia College della Columbia University. Là si laureò in scienze politiche, con una specializzazione in relazioni internazionali. Dopo la laurea, lavorò per un anno alla Business International Corporation (ora parte del The Economist Group), una società che forniva notizie economiche di carattere internazionale alle aziende clienti. Si trasferì poi a Chicago, per dirigere un progetto non profit che assisteva le chiese locali nell’organizzare programmi di apprendistato per i residenti dei quartieri poveri nel South Side.

Nel 1988, Obama lasciò Chicago per tre anni per studiare giurisprudenza ad Harvard. Nel febbraio 1990 diventò il primo presidente afroamericano della celebre rivista Harvard Law Review. Nel 1989, durante uno stage estivo presso lo studio legale specializzato in diritto societario Sidley Austin di Chicago conobbe Michelle Robinson, avvocato associato nello stesso studio. Si laureò magna cum laude nel 1991. Il 3 ottobre 1992 sposò Michelle Robinson nella Trinity United Church of Christ di Chicago.

Tornato a Chicago, Obama diresse un movimento per far registrare al voto quanti più elettori possibili (voter registration drive), poi come avvocato associato lavorò per difendere organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti civili e del diritto di voto presso lo studio legale Miner, Barnhill & Galland, e insegnò diritto costituzionale presso la facoltà di legge dell’Università di Chicago, dal 1993 fino alla sua elezione al Senato federale nel 2004.

Incredibile non c’è che dire! Per non parlare del fatto che Obama pubblica prima di candidarsi un paio di autobiografie in cui dichiara candidamente tutti gli errori fatti in gioventù (droghe, attivismo, ecc) in modo che nessuno possa successivamente tirare fuori qualche scheletro dal passato! Geniale!

Detto questo alcune considerazione sparse derivanti dalla lettura (ringrazio Christian Racca)

  • Stiamo vivendo in una generazione di “Wannabe a Rockstar” dove le rockstar sono tendenzialmente nere (nel mondo dell’Hip Hop ma anche del cinema con Will Smith), Obama è nero ed è una rockstar naturale.
  • La politica sta vivendo una sorta di emancipazione politica, sulla falsa riga di quella attraversata dall’industria cinematografica ai tempi di Marlon Brando e degli Actor Studios. Il politico aggira la mediazione del partito per arrivare direttamente al suo pubblico, ai suoi Fans.
  • Obama concentra gli sforzi di foundraising nella Silicon Valley notoriamente distaccata dalla politica tradizionale. La sua mancanza di esperienza e la giovane età rispecchiano infatti a pieno la filosofia della Valley dove contano più le idee più che l’anzianità di servizio.
  • Il Web 2.0 segna l’evoluzione della “partecipazione” dalla piazza alla RETE. Obama non ha un passato da uomo politico, bensì il suo trascorso è molto vicino al mondo dei servizi sociali. Tale esperienza lo favorisce pesantemente nel processo di creazione di community sul web.
  • Obama è espressione naturale dell’America quale integrazione di razze, culture, talenti. La famiglia natale di Obama rappresenta una piccola diaspora a cui spesso ci si riferisce come “le nazioni unite di Obama”.
  • Uno dei punti di forza di Obama rispetto agli altri candidati è la consapevolezza dell’esistenza di altri punti di vista. Lo Chief strategist di Obama è un pubblicitario, non un sondaggista o un uomo di politica. Yes We Can – uno slogan più che un messaggio politico.
  • In America l’elettorato Under 30 è molto più consistente che in Europa (e soprattutto in Italia). Su questo tipo di votanti la figura di Obama ha un impatto decisamente più consistente.
  • La “Generazione ME” ha un interesse innato a farsi sentire e a partecipare più che ascoltare passivamente. La campagna di Obama da sfogo alle voglie di emergere del singolo in quanto al centro della scena non vi è più il candidato bensì l’elettore… il fan (o almeno questo è quello che si vuol far credere).