Riporto una mail scritta da Mirko Trasciatti, uno dei soci fondatori di Fubles, e pubblicata su “Italians” di Beppe Severgnini, rubrica del Corriere.it, che mi sento di condividere in pieno.

Calcetto e meritocrazia

Caro Beppe, io mi immagino le pizzate fra Italians come una formidabile occasione per ricreare all’estero l’atmosfera tipicamente italiana del convivio. Una situazione seconda solamente ad una partita di calcetto. Già, perché per me ci sono pochi posti come il campo da calcio dove noi italiani troviamo l’occasione di riconoscerci e di dare il meglio. Salvo pochi casi, sul campo vince il migliore e, alla faccia dello stereotipo che ci vuole opportunisti e rinunciatari, gli italiani amano terribilmente essere i migliori, siamo competitivi e non solo, siamo anche e soprattutto dei vincenti. Basta metterci nelle condizioni di giocarcela ad armi pari, con regole chiare e valide per tutti. Quando si gioca una partita di calcetto ci si presenta in campo spogliati di ogni sovrastruttura o status symbol. Le lauree, i titoli, i vestiti le macchine e le “accompagnatrici” restano per loro natura confinati fuori dal campo e non potranno in alcun modo aiutare la propria prestazione. Nel calcetto persino saper parlare e’ un optional, e la mobilita’ sociale non ha eguali. In campo la gerarchia si azzera, e tutto poggia sui piedi, la grinta, l’intelligenza e lo stile con cui ci si relaziona con compagni e avversari. In pochi gesti viene fuori la personalita’ di ciascuno, e a ciascuno viene riconosciuta invariabilmente lo status e la considerazione che si merita. Non c’è bisogno di essere i più forti sul campo per essere i migliori. Non si riduce mai al semplice “più bravo” “meno bravo”, ma entrano in gioco tutte quelle sfaccetture della personalità, che emergono sul campo e che spesso hanno riscontro nella vita reale. La vanità, la superbia o la stoltezza così come l’intelligenza, l’impegno e la correttezza sono tutti tratti che forse si possono nascondere o vendere nella vita reale… ma non in un campo di calcetto. P.s sono co-fondatore di un sito protagonista in Italia di un fenomeno del tutto nuovo: lo sport sharing. Migliaia di ragazzi che si trovano per giocare!

Mirko Trasciatti