Conference & Eventi

Appunti da lontano sul SXSW 2011

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Più che un post questo è un vero è proprio foglio di appunti per segnarmi le cose che mi hanno colpito sbirciando dall’Italia su cosa è successo all’SXSW 2011.

Gamification? Mi sembra di averla già sentita… Glenn Entis @ View Conference 09

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Qualche settimana fa si è svolta a Torino la View Conference dove, anche quest’anno si sono visti numerosi premi Oscar raccontare cose davvero interessanti riguardo il mondo del Web e dei Video Games. Fra gli altri era presente anche quest’anno Glenn Entis.

Glenn Entis è un pioniere e un veterano con più di trent’anni di esperienza nell’animazione al computer e nei videogiochi. Ha cofondato la Pacific Data Images (PDI) dove si è occupato dell’animazione, della regia, della produzione e ha aiutato nella direzione degli studios per più di dodici anni. Glenn ha anche scritto il primo sistema di animazione della PDI, e per questo h ottenuto un Oscar per la scienza e la tecnica dalla Academy of Motion Pictures and Arts. Glenn ha lasciato la PDI per entrare nell’industria dei giochi come amministratore delegato della Dreamworks Interactive. Glenn ha lavorato con Steven Spielberg e Jeffrey Katzemberg a numerosi videogiochi, tra cui il primo gioco della fortunata serie Medal of Honor. Nel 2000, quando la Dreamworks è stata acquisita dalla EA, Glenn ha iniziato a lavorare per questo gigante dei videogiochi divenendo Chief Visual e Technology Officer degli studios a livello mondiale. Attualmente, Glenn è general partner della Vanedge Capital, un nuovo venture capital fund incentrato sugli investimenti nell’intrattenimento interattivo e nei media digitali. Fa anche parte del consiglio di amministrazione della Emily Carr Uiversity, in qualità di membro di facoltà aggiunto per il programma del Master in Digital Media al Great Northern Way e di presidente della sede di Vancouver di ACM SIGGRAPH.

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Government as a Platform – Vª Conferenza Annuale TOP-IX – Internet Evolved – La Rete esce dalla rete

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Il 10 Dicembre a Torino, presso il Centro Congressi Torino Incontra, si terrà la Vª Conferenza Annuale TOP-IX dal titolo “Internet Evolved – La Rete esce dalla rete“. Lorenzo Benussi ed il sottoscritto hanno cercato di  organizzare la sessione legata al Gov 2.0. Un piccolo abstract di ciò di cui si parlerà durante la sessione lo potete trovare di seguito. Per iscriversi alla conferenza cliccate qui.

Tim O’Reilly ha parlato di “Government as a platform”. Collaborazione, condivisione, creatività e trasparenza sono le parole chiave. L’applicazione Cause su Facebook ha più di 60 milioni di utenti registrati che stanno sfruttando la potenza dei Social Network per raccogliere fondi per beneficenza. Meetup.com aiuta i gruppi di interesse formati sul Web ad incontrarsi di persona. Everyblock e Stumblesafely prendono i dati pubblici governativi sulla criminalità e li trasformano in applicazioni per la sicurezza pubblica per il web o iPhone. Alcuni leader di governo hanno riconosciuto nel web un’opportunità non solo per farsi eleggere ma per farsi aiutare nel governo dello stato.

Obama ha esortato gli americani a vincere una nuova sfida: “We must use all available technologies and methods to open up the federal government, creating a new level of transparency to change the way business is conducted in Washington, and giving Americans the chance to participate in government deliberations and decision-making in ways that were not possible only a few years ago.

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IAB Forum 2009: ecco cosa è successo

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IAB Forum 2009 - Il futuro delleconomia digitale italiana

L’altro ieri ho avuto modo di poter ascoltare in diretta streaming (STREAMING?!?!?!!? INCREDIBILE!!!!!) la tavola rotonda moderata da Riccardo Luna (Wired Italia) allo IAB Forum 2009 ed ho trovato alcuni spunti interessanti. Attendo con trepidazione il video per potervelo riproporre. La mail letta da Luna è davvero esilerante.

Per chi volesse leggere un buon riassunto di cosa è successo durante questa edizione vi rimando a questo articolo di Gianni Rusconi mentre, sempre a proposito della tavola rotonda, è interessante leggere questo post di Marco Pierani di Altroconsumo.

Gov 2.0 Summit and Gov 2.0 Expo Showcase 2009

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Qui la playlist su Youtube dei video degli interventi del Gov 2.0 Summit e del Gov 2.0 Expo per dare una sbirciatina su cosa è successo a Washington

I governi come piattaforme: una ricetta per il successo del Government 2.0

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La scorsa settimana abbiamo visto come il crowdsourcing, uno dei modelli di creazione del valore più diffusi in rete, stia cominciando ad essere applicato con successo anche al settore dell’amministrazione pubblica. Dalle pagine di TechCrunch Tim O’Reilly affronta proprio il tema del Government 2.0, presentando alcune delle iniziative più meritevoli e delineando le prospettive di sviluppo future del settore.
Innanzitutto il segreto più importante per mettere in atto iniziative di Government 2.0 di successo è quello di pensare al governo come una piattaforma. Per avvalorare questa tesi O’Reilly porta come esempio il settore privato dell’industria tecnologica: ogni grande player degli ultimi anni ha costruito il suo successo attorno ad una piattaforma, a un qualcosa che ha aperto possibilità di sviluppo per soggetti terzi, moltiplicando così l’impatto globale della piattaforma stessa. Microsoft ha fatto entrare un pc “in ogni scrivania di ogni casa”, Google ha permesso la nascita di migliaia di startup i cui ricavi derivano dalla pubblicità, Apple ha rivoluzionato il mercato della telefonia mobile proponendo attraverso il suo App Store online migliaia di applicazioni per IPhone sviluppate da programmatori in ogni angolo del mondo. In tutti questi casi le piattaforme hanno creato opportunità per altri soggetti.

Il resto dell’articolo qui

Internet come un Gioco di Ruolo (W2RPG) Ver. 1.0

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Io amo l’informatica ed Internet“.

Li ho sempre amati.

In terza media non avevo assolutamente chiaro cosa avrei fatto alle superiori ma sapevo che avrei seguito il corso di Informatica (o meglio “Scienza dell’informazione”) all’Università.

Quando i miei genitori mi regalarono a Natale la consolle dell’Atari, dopo Space Invaders la seconda cartuccia che mi sono comprato era quella per programmare in Atari-Basic. Lo ZX Spectrum è stato il mio primo vero computer e quei tasti gommosi non li dimenticherò mai. Al mio primo 8086 (uno scassatissimo IBM usato pagato quasi un milione di Lire con monitor a fosfori verdi CGA) sono quasi impazzito dalla felicità.

Poi è venuto il periodo dei modem. Dai 300 baud in su li ho avuti tutti. Qualcuno me lo sono fatto con kit di montaggio a suon di saldature a stagno.

Ho amato il film “War Games”, sognavo di avere anch’io un’accoppiatore acustico e di potermi collegare con tutti i computer e reti del mondo. Insieme allo zio di un caro amico ho sviluppato un programma in assembler per attacchi a forza bruta alle password. Itapac era la rete che ho sempre voluto violare. Le BBS erano il posto dove volevo collegarmi. Poi venne Internet con Gopher come interfaccia di navigazione, seguito a ruota dal mitico Mosaic (su Sun nello specifico).

Nel frattempo l’università è terminata ed io ho incominciato a lavorare per società che si occupavano di Informatica  con modelli classici client-server e pian piano sempre più di Internet.

Internet. Quante possibilità vedevo in questo nuovo oggetto di cui si percepiva la potenza ma di cui non si scorgevano neanche lontanamente i confini.

Ho certamente tanti difetti ma uno mio più grande pregio è quello di rendermi spesso conto in anticipo di cosa funzionerà in futuro. Mi è sempre accaduto. Nel periodo in cui ho lavorato come dj spesso proponevo dischi che si rivelavano hit a mesi di distanza. Spesso su Internet mi sono imbattuto in siti e web app che si rivelavano alla massa a mesi di distanza. Spesso ho dovuto scontrarmi con i miei capi perché proponevo loro attività che ritenevo potessero diventare strategiche nel medio-lungo. Clamoroso è stato il caso delle statistiche web: per mesi ho sostenuto che avremmo dovuto offrire un servizio gratuito di statistiche web che chiunque avrebbe potuto inserire nel proprio sito con l’aggiunta nella pagina HTML di qualche riga di codice (vi ricorda qualcosa?). Idea bocciata perché il costo di stoccaggio dei log e dei server da utilizzare era troppo alto rispetto ai benefici che l’azienda ne avrebbe tratto ed il mercato dei possibili utilizzatori era troppo piccolo e con margine di crescita troppo basso. Lungimirante il mio capo vero?

La mia infatuazione per internet è diventato vero amore con il mio ingresso in TOP-IX. Quando un bel giorno il mio Direttore Tecnico mi disse:”Massimo voglio che trovi quello che è il più grande evento planetario che si occupi di Web e che tu ci vada per capire quali sono i trend, per analizzarli e poi riproporli in chiave italica ai nostri consorziati” non potevo credere alle mie orecchie! Mi sentivo “Alice nel paese delle Meraviglie“! Detto e fatto: la scelta è caduta sull’Etech Conference organizzata da Tim O’Reilly a San Diego. Avevo trovato un post su un blog di un certo Leandro Agrò, unico italiano presente, che raccontava di mirabolanti innovazioni presentate a questa conferenza tra cui schermi touch screen con effetto “Minority Report” e mappe 2d che diventavano 3d.

Erano le 8.30 del 6 Marzo 2006 quando al hotel Manchester Grand Hyatt di San Diego Kathy Sierra iniziò il suo talk intitolato “Create Passionate Users 2.0”: il Web 2.0 ci esplose in faccia in tutta la sua potenza. Arthur C. Clark ha scritto nel suo libro “Profiles of the Future”: “Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.” E’ verissimo! Quell’anno grazie all’introduzione di AJAX (no non la squadra di calcio e neanche il detersivo!!!) abbiamo visto contenuti che venivano “refreshati” senza ricaricare la pagina, drag & drop all’interno di pagine web e mille altre operazioni possibili solo sul proprio desktop finalmente possibili all’interno di una pagina web. MAGIA! O no? API e Mashup erano le parole d’ordine. L’advertising online aveva finalmente un senso grazie a Google Adsense. L’Internet delle cose di Bruce Sterling stava diventando realtà. Un’euforia incredibile e la voglia di fare e realizzare permeava l’ambiente in cui ci muovevamo in quei giorni. Sono stati quattro giorni di fantascienza pura, un’esperienza indimenticabile dove ogni minuto è da ricordare come un avvenimento dove poter dire “io c’ero!”

Nel primo quarto del 2008 credo di aver visionato ed analizzato almeno 2000-3000 nuovi siti internet. Servizi di vario genere a cui mi iscrivevo per capirne il funzionamento e vedere quali possibili applicazioni erano possibili rispetto alla nostra realtà industriale. In 4 mesi mi hanno colpito non più di due siti: Facebook e Twitter.

Facebook in realtà già lo conoscevo dall’inizio del 2007 quando mi sono iscritto per la prima volta. Ci ero finito per la mia insana passione per i Social Network, passione che mi aveva portato qualche anno prima ad aiutare quattro amici a creare e gestire il primo social network italiano, il caro e vecchio LookCup. Facebook nei primi anni ha cambiato faccia più volte e si è re-inventato fino a diventare com’è ora. Il cambiamento è stato determinante perché lo ha portato da essere prossimo alla chiusura a diventare il più grande social network al mondo con oltr 200M di utenti registrati.

Il mio rapporto con Twitter è stato invece conflittuale. Quando l’ho scoperto l’ho definito “il sito + inutile degli ultimi 5 anni” ed ho aggiunto “è perfetto per chi non ha nulla da fare”. Mai errore fu più grande! Il mio odio per Twitter mi portava a parlarne continuamente e questo mi faceva pensare. Il giorno che ho scoperto che qualcuno aveva incominciato ad usarlo in maniera impropria (almeno nelle intenzioni di chi lo aveva creato) passando in maniera push delle informazioni molto interessanti in meno di 140 caratteri (poco meno di un SMS) Twitter è diventato istantaneamente il mio oggetto preferito ed ho incominciato a recitare il Mea Culpa.

Ma…

Sì c’è un “Ma” purtroppo. Insoddisfazione. Grossa insoddisfazione. Nono non il lavoro. Il WEB!

Statico, monotono, contenuti duplicati, noia.

A fronte di enormi capitali investiti dai Venture di mezzo mondo nulla di veramente “disruptive” a parte, forse i due sopracitati siti.

E’ ormai da settembre 2008 che mi convinco ogni giorno di più del fatto che siamo nel mezzo di una nuova e gigantesca bolla. Non è la prima e non sarà l’ultima. L’entusiasmo generato nel 2005 da Tim O’Reilly con il suo Web 2.0 sta piano piano scemando e nella mente di alcuni è ormai chiaro che Internet è in questo momento è una terra piena di esperimenti che non ha portato però dei reali benefici  alla massa. Qualcuno ne ha certamente beneficiato da un punto di vista economico con delle ottime exit strategy. Ma solo qualcuno.

Certo ha modificato moltissimo i rapporti sociali grazie all’utilizzo massiccio di istant messanging, blog, social network (MySpace e Facebook fra tutti), Twitter ma per il resto poca roba.

Quello che invece ogni giorno mi incuriosisce e diverte sempre più sono le persone che girano in questo mondo (o paesone visto che si incontrano sempre le stesse persone) del Web 2.0.

Chiunque abbia aperto una propria attività su internet (blog o web application) si cala completamente nel ruolo ed incomincia a giocare ad un simil gioco di ruolo in cui ciascuno si sente il migliore e deve (un po’ come a Risiko) abbattere tutti gli avversari per avere la supremazia sul Web. Una parte di questo gioco avviene online ma una parte, che è poi la più divertente da vedere, avviene dal vivo a manifestazioni, conferenze, drinklink, barcamp ed in mille altri posti dove le nuove “web-stars” si incontrano. Il posto dove tutto ciò risulta più palese ed amplificato sono le conferenze americane. Il carattere degli americani è certamente diverso da quello degli europei. Sono mediamente più friendly e comunicativi, sono più portati alle pubbliche relazioni e per questo si assiste a situazioni difficilmente visibili in analoghe manifestazioni europee.

Come nei migliori giochi di ruolo si può partecipare da soli o associarsi con altri in gruppi. Detto così probabilmente non sembra nulla di nuovo. Anche chi apre una nuova attività non legata al web probabilmente gioca allo stesso gioco.

Vero, ma solo in parte.

I web-startupper sono più pittoreschi, perché meno legati al dress code del “giacca e cravatta” data la loro provenienza tipicamente tecnica. Si calano molto più nella parte e sono fortemente legati alle loro soluzioni tecnologiche perché “sono le migliori del mondo”. Questo li porta a parlare con chiunque, a raccontare di come cambieranno il mondo, di come sono i migliori, di quali armi hanno per vincere rispetto alla concorrenza.

Le battaglie si consumano su web a suon di SEO, SEM e SMM, di User Interface sempre più accattivanti, di funzionalità sempre più complete e complesse fino a portare il povero utente all’esasperazione. Offline tutto questo avviene a suon di biglietti da visita stupendi, di persone mascherate da super eroe che girano per i padiglioni delle manifestazioni, di persone che intervistano chiunque come fossero il presidente degli USA con il proprio registratore mp3 o con la propria telecamere HD e manda tutto in diretta streaming, di tredicenni vestiti poco meglio di un barbone che appena aprono bocca ti dimostrano in meno di un minuto com’è “banale” fare la più bella applicazione per iPhone di tutti i tempi.

Il vero problema è che ormai questo popolo si è completamente innamorato di se stesso, smettendo di “ascoltare” quello che viene loro chiesto e producendo contenuti, siti o applicazioni completamente inutili e che non rispondono di fatto a nessun bisogno primario.

Sono assolutamente convinto che la vera svolta su web si avrà quando tutta questa gente smetterà di giocare a questo W2RPG (Web 2.0 Role Play Game) e, ascoltando quali sono le reali necessità della gente, produrrà qualcosa di veramente utile che svolterà la vita tutte le persone.

MZ

Una testimonianza video -in italiano- dal SXSW, ovvero la Conferenza dove vale la pena essere (oggi)

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Riprendo il post pubblicato su Leeander.com perchè contiene l’intervista che Leandro Agrò ha realizzato con Christian e me un’ora dopo la fine dell’SXSW Interactive.

Le Conferenze come il TED, l’eTECH, il Web2.0 hanno un riflesso fondamentale su ciò che accade nel mondo della innovazione tecnologica e sulla trekstor mix mission velocità con qui le sfide e le soluzioni di propagano. L’eTech -in particolare- nelle sue edizioni precedenti, ha dato molto (beh, tutto) alla innovazione a mezzo Internet per come l’abbiamo esperita. Quest’anno però lo scenario è mutato, ed una manifestazione che guardavamo -dall’esterno- con attenzione già da due anni, ha preso possesso della scena. E’ il SXSW, ovvero la South by Southwest “Conference” 2009.

La definizione di SXSW la troviamo in cima alla home, ed è:

“In its 22 years, SXSW has grown from a tiny music festival in the Texas capital into a massive, unavoidable media beast that reflects, discusses and showcases trends in culture and media but also often creates them.” National Post, 3/13/08

Quest’anno si tiene dal 13 al 22 Marzo e -per fortuna- qualcuno di noi c’è! Con Christian Racca e Max Zaglio, del Topix di Torino, abbiamo registrato in iChat quasi mezzora di video che -spero- vi dia il mood di questo evento. Mentre per approfondimenti e link, c’è il sito che sempre i topixxiani hanno messo onair, qui: http://dpsquare.top-ix.org/

SXSW Day 2 – Everything I Needed to Know About the Web I Learned from Feminism

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Speaker

* Heather Gold – Subvert.com
* Danah Boyd – Microsoft Research
* Betty Flowers – LBJ Library

Heather Gold – Subvert.com

1) Personal is political
2) Everything is personal
3) Gossip make the world goes round

Social media is a easy way to approach people

SXSW Day 2 – Interactively branded

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Jami Monberg (Director, Honall Anderson Interective)
http://www.casualconnect.org/content/gamedesign/jamiemonberg-7-07.html
http://ezinearticles.com/?expert=Jamie_Monberg

Lo speach inizia con una serie di esempi sul perchè l’interazione è “attractive”: si va dalle palline di metallo che battendosi l’una con l’altra provocano un movimento molto simile al moto perpetuo alle solt machine, con il loro ipnotico movimento,

Le frasi chiave sono: “Brand that empower their user build themselves …” e “Successful brand thrive on interaction design

Jamie si sofferma poi su una comparazione nel corso degli anni fra i due loghi e su come si sono sviluppati i brand di Xerox ed Apple. Spesso durante la loro evoluzione i due brand hanno sviluppato loghi e prodotti molto simili ma, oggi, le due società oggi sono invece viste in modo molto diverse. La prima come società di fotocopiatrici la seconda come società innovatrice e trend setter. Perchè? Xè ad un certo punto Apple ha punto sul design e sul prodotto mentre Xerox solo sul prodotto

“Don’t get hung up on technology, hang with it.”

Uno dei peggiori esempi di web design è, secondo Jamie, MySpace, ma nonostante ciò è rimasto per anni sulla breccia

Basta parlare di Web x.0. Parliamo di NextGenWeb

I web designer hanno visto in questi anni crescere esponenzialmente il numero di tools a loro disposizione e la qualità degli stessi

“It used to be about a simple kit of parts”

Media usage matrix at a glance (http://www.scribd.com/doc/214228/McDonalds-Logo-Usage-Guide)

“Ergonomics was never been so important”

Da quando ci alziamo al mattino fino a quando andiamo a dormire riceviamo oltre 10M di messaggi. Questo fa si che un certo “scetticismo” ci permetta di scremare i msg buon da quelli meno buoni. L’interazione chiude il cerchio positivamente.

“It is more important that ever to connec with the consumer in a meaningful an relevant way to interact in a way to create and mantain a well relationship”

Rules for innovation

1) Do no harm, then do some good
2) Interactive is not always digital
3) Brand yourself interactively
4) Old is the new “new”
5) Understand + practice virtues of trasparency
6) Embrace your constituency with authenticity

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