eTech O’Reilly

Internet come un Gioco di Ruolo (W2RPG) Ver. 1.0

0

Io amo l’informatica ed Internet“.

Li ho sempre amati.

In terza media non avevo assolutamente chiaro cosa avrei fatto alle superiori ma sapevo che avrei seguito il corso di Informatica (o meglio “Scienza dell’informazione”) all’Università.

Quando i miei genitori mi regalarono a Natale la consolle dell’Atari, dopo Space Invaders la seconda cartuccia che mi sono comprato era quella per programmare in Atari-Basic. Lo ZX Spectrum è stato il mio primo vero computer e quei tasti gommosi non li dimenticherò mai. Al mio primo 8086 (uno scassatissimo IBM usato pagato quasi un milione di Lire con monitor a fosfori verdi CGA) sono quasi impazzito dalla felicità.

Poi è venuto il periodo dei modem. Dai 300 baud in su li ho avuti tutti. Qualcuno me lo sono fatto con kit di montaggio a suon di saldature a stagno.

Ho amato il film “War Games”, sognavo di avere anch’io un’accoppiatore acustico e di potermi collegare con tutti i computer e reti del mondo. Insieme allo zio di un caro amico ho sviluppato un programma in assembler per attacchi a forza bruta alle password. Itapac era la rete che ho sempre voluto violare. Le BBS erano il posto dove volevo collegarmi. Poi venne Internet con Gopher come interfaccia di navigazione, seguito a ruota dal mitico Mosaic (su Sun nello specifico).

Nel frattempo l’università è terminata ed io ho incominciato a lavorare per società che si occupavano di Informatica  con modelli classici client-server e pian piano sempre più di Internet.

Internet. Quante possibilità vedevo in questo nuovo oggetto di cui si percepiva la potenza ma di cui non si scorgevano neanche lontanamente i confini.

Ho certamente tanti difetti ma uno mio più grande pregio è quello di rendermi spesso conto in anticipo di cosa funzionerà in futuro. Mi è sempre accaduto. Nel periodo in cui ho lavorato come dj spesso proponevo dischi che si rivelavano hit a mesi di distanza. Spesso su Internet mi sono imbattuto in siti e web app che si rivelavano alla massa a mesi di distanza. Spesso ho dovuto scontrarmi con i miei capi perché proponevo loro attività che ritenevo potessero diventare strategiche nel medio-lungo. Clamoroso è stato il caso delle statistiche web: per mesi ho sostenuto che avremmo dovuto offrire un servizio gratuito di statistiche web che chiunque avrebbe potuto inserire nel proprio sito con l’aggiunta nella pagina HTML di qualche riga di codice (vi ricorda qualcosa?). Idea bocciata perché il costo di stoccaggio dei log e dei server da utilizzare era troppo alto rispetto ai benefici che l’azienda ne avrebbe tratto ed il mercato dei possibili utilizzatori era troppo piccolo e con margine di crescita troppo basso. Lungimirante il mio capo vero?

La mia infatuazione per internet è diventato vero amore con il mio ingresso in TOP-IX. Quando un bel giorno il mio Direttore Tecnico mi disse:”Massimo voglio che trovi quello che è il più grande evento planetario che si occupi di Web e che tu ci vada per capire quali sono i trend, per analizzarli e poi riproporli in chiave italica ai nostri consorziati” non potevo credere alle mie orecchie! Mi sentivo “Alice nel paese delle Meraviglie“! Detto e fatto: la scelta è caduta sull’Etech Conference organizzata da Tim O’Reilly a San Diego. Avevo trovato un post su un blog di un certo Leandro Agrò, unico italiano presente, che raccontava di mirabolanti innovazioni presentate a questa conferenza tra cui schermi touch screen con effetto “Minority Report” e mappe 2d che diventavano 3d.

Erano le 8.30 del 6 Marzo 2006 quando al hotel Manchester Grand Hyatt di San Diego Kathy Sierra iniziò il suo talk intitolato “Create Passionate Users 2.0”: il Web 2.0 ci esplose in faccia in tutta la sua potenza. Arthur C. Clark ha scritto nel suo libro “Profiles of the Future”: “Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.” E’ verissimo! Quell’anno grazie all’introduzione di AJAX (no non la squadra di calcio e neanche il detersivo!!!) abbiamo visto contenuti che venivano “refreshati” senza ricaricare la pagina, drag & drop all’interno di pagine web e mille altre operazioni possibili solo sul proprio desktop finalmente possibili all’interno di una pagina web. MAGIA! O no? API e Mashup erano le parole d’ordine. L’advertising online aveva finalmente un senso grazie a Google Adsense. L’Internet delle cose di Bruce Sterling stava diventando realtà. Un’euforia incredibile e la voglia di fare e realizzare permeava l’ambiente in cui ci muovevamo in quei giorni. Sono stati quattro giorni di fantascienza pura, un’esperienza indimenticabile dove ogni minuto è da ricordare come un avvenimento dove poter dire “io c’ero!”

Nel primo quarto del 2008 credo di aver visionato ed analizzato almeno 2000-3000 nuovi siti internet. Servizi di vario genere a cui mi iscrivevo per capirne il funzionamento e vedere quali possibili applicazioni erano possibili rispetto alla nostra realtà industriale. In 4 mesi mi hanno colpito non più di due siti: Facebook e Twitter.

Facebook in realtà già lo conoscevo dall’inizio del 2007 quando mi sono iscritto per la prima volta. Ci ero finito per la mia insana passione per i Social Network, passione che mi aveva portato qualche anno prima ad aiutare quattro amici a creare e gestire il primo social network italiano, il caro e vecchio LookCup. Facebook nei primi anni ha cambiato faccia più volte e si è re-inventato fino a diventare com’è ora. Il cambiamento è stato determinante perché lo ha portato da essere prossimo alla chiusura a diventare il più grande social network al mondo con oltr 200M di utenti registrati.

Il mio rapporto con Twitter è stato invece conflittuale. Quando l’ho scoperto l’ho definito “il sito + inutile degli ultimi 5 anni” ed ho aggiunto “è perfetto per chi non ha nulla da fare”. Mai errore fu più grande! Il mio odio per Twitter mi portava a parlarne continuamente e questo mi faceva pensare. Il giorno che ho scoperto che qualcuno aveva incominciato ad usarlo in maniera impropria (almeno nelle intenzioni di chi lo aveva creato) passando in maniera push delle informazioni molto interessanti in meno di 140 caratteri (poco meno di un SMS) Twitter è diventato istantaneamente il mio oggetto preferito ed ho incominciato a recitare il Mea Culpa.

Ma…

Sì c’è un “Ma” purtroppo. Insoddisfazione. Grossa insoddisfazione. Nono non il lavoro. Il WEB!

Statico, monotono, contenuti duplicati, noia.

A fronte di enormi capitali investiti dai Venture di mezzo mondo nulla di veramente “disruptive” a parte, forse i due sopracitati siti.

E’ ormai da settembre 2008 che mi convinco ogni giorno di più del fatto che siamo nel mezzo di una nuova e gigantesca bolla. Non è la prima e non sarà l’ultima. L’entusiasmo generato nel 2005 da Tim O’Reilly con il suo Web 2.0 sta piano piano scemando e nella mente di alcuni è ormai chiaro che Internet è in questo momento è una terra piena di esperimenti che non ha portato però dei reali benefici  alla massa. Qualcuno ne ha certamente beneficiato da un punto di vista economico con delle ottime exit strategy. Ma solo qualcuno.

Certo ha modificato moltissimo i rapporti sociali grazie all’utilizzo massiccio di istant messanging, blog, social network (MySpace e Facebook fra tutti), Twitter ma per il resto poca roba.

Quello che invece ogni giorno mi incuriosisce e diverte sempre più sono le persone che girano in questo mondo (o paesone visto che si incontrano sempre le stesse persone) del Web 2.0.

Chiunque abbia aperto una propria attività su internet (blog o web application) si cala completamente nel ruolo ed incomincia a giocare ad un simil gioco di ruolo in cui ciascuno si sente il migliore e deve (un po’ come a Risiko) abbattere tutti gli avversari per avere la supremazia sul Web. Una parte di questo gioco avviene online ma una parte, che è poi la più divertente da vedere, avviene dal vivo a manifestazioni, conferenze, drinklink, barcamp ed in mille altri posti dove le nuove “web-stars” si incontrano. Il posto dove tutto ciò risulta più palese ed amplificato sono le conferenze americane. Il carattere degli americani è certamente diverso da quello degli europei. Sono mediamente più friendly e comunicativi, sono più portati alle pubbliche relazioni e per questo si assiste a situazioni difficilmente visibili in analoghe manifestazioni europee.

Come nei migliori giochi di ruolo si può partecipare da soli o associarsi con altri in gruppi. Detto così probabilmente non sembra nulla di nuovo. Anche chi apre una nuova attività non legata al web probabilmente gioca allo stesso gioco.

Vero, ma solo in parte.

I web-startupper sono più pittoreschi, perché meno legati al dress code del “giacca e cravatta” data la loro provenienza tipicamente tecnica. Si calano molto più nella parte e sono fortemente legati alle loro soluzioni tecnologiche perché “sono le migliori del mondo”. Questo li porta a parlare con chiunque, a raccontare di come cambieranno il mondo, di come sono i migliori, di quali armi hanno per vincere rispetto alla concorrenza.

Le battaglie si consumano su web a suon di SEO, SEM e SMM, di User Interface sempre più accattivanti, di funzionalità sempre più complete e complesse fino a portare il povero utente all’esasperazione. Offline tutto questo avviene a suon di biglietti da visita stupendi, di persone mascherate da super eroe che girano per i padiglioni delle manifestazioni, di persone che intervistano chiunque come fossero il presidente degli USA con il proprio registratore mp3 o con la propria telecamere HD e manda tutto in diretta streaming, di tredicenni vestiti poco meglio di un barbone che appena aprono bocca ti dimostrano in meno di un minuto com’è “banale” fare la più bella applicazione per iPhone di tutti i tempi.

Il vero problema è che ormai questo popolo si è completamente innamorato di se stesso, smettendo di “ascoltare” quello che viene loro chiesto e producendo contenuti, siti o applicazioni completamente inutili e che non rispondono di fatto a nessun bisogno primario.

Sono assolutamente convinto che la vera svolta su web si avrà quando tutta questa gente smetterà di giocare a questo W2RPG (Web 2.0 Role Play Game) e, ascoltando quali sono le reali necessità della gente, produrrà qualcosa di veramente utile che svolterà la vita tutte le persone.

MZ

Etech 2008 – Day 4 – Why Won’t Second Life Just Go Away, Already? Understanding Web 2.0’s Most Misunderstood Phenomenon (W. James Au)

0

W. James Au lavora per GigaOM ed è un Online Games Editor ed ha lavorata dal 2003 al 2006 per la Linden Lab come “embedded journalist”

Il suo punto di vista non è ne a completo favore si SL come nella visione utopistica di Phil Rosenthal che vede un giorno tutti su SL ne completamente contro SL.

Nonostante la stampa ed il web parlino ormai di SL come una bolla esplosa la base utenti continua ad aumentare (12/8 550.000 Monthly User Active)

Altro dato interessante è che parecchie grosse companies (CISCO e IBM) continuino ad investire grosse somme (IBM 3d Data Center)

Altro dato interessante è che le forme di marketing che si inizialmente erano state usate su SL si stanno evolvendo velocemente: L’Oreal in Greenies ha ottenuto oltre 100K visitatori

Le major companies hanno circa il 15% delle private island e se si conta la loro presenza in tutte le lend la major companies coprono oltre il 5% delle land

Le 3 cose che fanno di SL un caso di successo sono:

Bebop reality “the virtual world as a 3d jazz combo”

Impression Society: “Whaddaya got, and how long are you gonna…”

(Potete ascoltare questi 2 concetti espressi per la prima volta nel suo nuovo libro in questa intervista)

“Molotov Alva”: Coming soon on HBO

Ajax Life: Web based SL …. created by a 15 years old girl

Wikitecture (blog) (Altro link)

From virtual to real and from Danmark to China

The challenge now: a thriving mid-size city of innovation in a world of emerging competitors (Metaplace, Metaverse, HiPiHi, Google’s Secret Metaverse Project, etc)

PS: a fine intervento W James U non ha dimenticato di nominare David Orban ed il suo progetto OpenSpime. Dal mio punto di vista sono loro i veri vincitori di questa edizione dell’Etech

Etech 2008 – Day 2 – 10 Social Apps Demo

0

Finalmente, dopo una grossa ricerca su internet, sono finalmente riuscito a trovare un articolo sull’unica parte dell’Etech 2008 di cui non ho scritto nulla causa rottura dell’alimentatore del mio PC!!!!!!!

Ecco il link

GSP 08 – Le slide degli speaker

0

Come ben saprete quest’anno in contemporanea con l’Etech e, per di più, nello stesso albergo si è tenuta la Graphics Social Pattern West (GSP).

Per chi fosse interessato alle presentazione dei vari speaker le potrà trovare in questa pagina.

Mi raccomando STUDIATE!!!!

Etech 2008 – The End

0

Sono un paio di gg che sto pensando come concludere il mio reportage dall’eTech. Sicuramente è stata una buonissima edizione, dal mio punto di vista non superiore a quella del lancio ufficiale del Web 2.0, ma certamente piena di spunti e di speaker di altissimo profilo.

Detto questo direi che la miglior conclusione possibile l’ha fatta Leeander in questo suo post. Mi sento di condividere praticamente tutto ma mi viene un unico dubbio dal momento che quest’anno non è andato esaurito e – incredibilmente – non è stato annunciato il “Save the date” per il prossimo anno: non è che forse Tim O’Reilly ha deciso che questa e’ stata l’ultima edizione dell’Etech?

Quello che è certo, seguendo con attenzione quello che è accaduto e ancora sta accadendo ad Austin al SXSW è che molte “guest star” sono state invitate ad entrambe le manifestazioni e che in molti quest’anno, non proprio felici della penultima edizione dell’Etech, hanno deciso di cambiare ed andare a sentire un’altra campana.

Vedremo che succederà. Certamente quest’anno non è stata una perdita di tempo la trasferta statunitense e chi non è venuto si è certamente perso qualcosa di importante.

PS: non appena saranno disponibili linkerò tutte le presentazioni di tutti gli speaker

Etech 2008 – Tutte le slide degli speakers

0

Sono state rese disponibili su questa pagina tutte le slide di tutti gli speaker presenti quest’anno all’Etech Conference di San Diego.

Una buona opportunità per dargli una sbirciatina e soprattutto per capire la differenza enorme che esiste pra una presentazione fatta da italiani e quelle fatte dagli americani

Etech 2008 – Day 4 – OpenMoko and Ubiquitous Computing (Michael Shiloh)

0

Qualcuno ha mai sentito parlare di OpenMoko? In sala perecchi alzano la mano, io (kiaramente) non so di cosa si stia parlando.

Cos’è una “Ubiquitous Computing Platform”? Una piattaforma che possa essere inserita in ogni device per permettere di essere virtualmente always on.

Normalmente gli Ubiquitous Computing device sono:

  • application-specific
  • interact with more naturally
  • invisible

Uno dei problema di base è che ki sviluppa non sa ke applicazioni creare xè non si conosce l’hw e viceversa chi fa hw non sa cosa inserire nel device xè non ha idea di ke appplicazioni verrano inserite nel device

L’approccio tenuto da OpenMoko nello sviluppo di questa piattaforma (opensource, low level entrance, ecc) ha permesso una forte innovazione nel campo delle Ubiquitous Computing Platform

OpenMoko ha inoltre costruito la famiglia di palmari NEO , specificatamente disegnato con chip standard i cui driver sono completamente opensource

OpenMoko è basato su:

  • Linux
  • X11
  • GTK
  • Busybox, Matchbox
  • Udev

Per poter partecipare non è rikiesto di firmare nessun NDA, l’accesso al development enviroment è completamente free, nessuna qualification è rikiesta così come non è necessario nessun acquisto.

L’hw necessario di base è assolutamente normale:

  • 400 MHz ARM CPU
  • 640×480 (VGA) Touchscreen, GSM, GPRS, Bluetooth
  • GPRS
  • Wi-Fi
  • USB port (device/host)

Il palmare Neo può essere completamente riprogrammato (bootloader, etc)

Anche i CAD files del case sono “open sourced”

Ma rispetto all’iphone, ad android ed a Qtopia?

OpenMoko è un progetto + ke un prodotto

E’ un framework che permette ed incoraggia lo sviluppo di mobile computing devices o obiquitous computing devices innovativi

Openmoko Linux può essere installato su diversi hw e viceversa su Neo può essere installato altro sw

  • Androids apps on OpenMoko Linux
  • Qtopia on Neo HW

Collaborare e sharare invece di concentrare e scegliere è il motto di OpenMoko

Neo 1973 è sold out e nell’arco di 3 mesi Neo Freerunner sarà disponibile al pubblico

Etech 2008 – Day 4 – Mobile Social Software from the Inside Out? (Nicolas Nova)

0

Il mobile social software è un argomento assolutamente interessante.

Nicolas Nova lavora per al Media and Design Lab (EPFL Svizzera) e si occupa di mobile social software. Un esempio? Uncle Roy: location tracking

I location-based services stanno avendo un notevole successo sia su web che nel mobile. Il fatto ke ieri la stessa Yahoo abbia presentato Fire Eagle depone certamente a favore delle sue argomentazioni.
In questa vecchia presentazione potrete trovare parecchie delle slide che sta facendo vedere adesso

Il problema più importante di questo tipo di applicazioni è certamente la privacy dei dati. Moltissime persone NON vogliono che si sappia dove son. La soluzione è che le persone stesse possano gestire i propri dati e decidere cosa può essere pubblicato e cosa no.

Il secondo problema di questo tipo di applicazione è certamente il device su cui vengono installati: il cellulare non è (in moltissimi casi) l’interfaccia ideale. La soluzione ….

Altro problema da non sottovalutare è certamente “la massa critica”: c’è un enorme frammentazione sia di dispositivi hw che di sw (symbian,windows mobile, ecc) che non permette di concentrarsiin una sola direzione. Purtroppo a questo prob non esiste soluzione fino a quando il mercato non deciderà il vincitore

Il network è un altro problema: il WiFi non è disponibile everywhere e quindi la bidirezionalità del segnale non è garantita.

Lo stesso spazio fisico è un problema. Una cità o uno spazio aperto sono certamente disomogenei.

Etech 2008 – Day 3 – Connecting your life to the web with Android (Google)

0

They’re promoting an open development model for android, with source code for everything from the hardware to the software. I’m concerned that they won’t be able to unseat the iphone, but the openness of the platform is a huge plus over the iphone, as they don’t even have an SDK out.The real issue is going to be releasing a platform with a good UI that remains open.You’ll be able to replace the look and feel in the device, so that might save us from bad UI.

Etech 2008 – Day 2 – Halo VS Facebook – Nicole Lazzaro (XEODesign)

0

La mia ormai nota predilezione nei confronti di Facebook mi ha portato a vedere assolutamente questo speech tenuto da Nicole Lazzaro (XEODesign)

Nicole parte parlando delle 4 fun key

  • Hard fun (fiero)
  • People fun (Amusement)
  • Eady fun (Curiosity)
  • Serius fan (Relaxation)

L’emotional experience è importante quando progettate le vs web application:

  • New discover
  • Icon semplicity
  • Emotional feedback
  • Hacking What’s fun
  • Emotional surprise
  • Language of choice
  • Predictive PX model of emotion from best loved choice (emotion from choice vs friends)
  • How does emotion drive play?
    • Facebook social utility
    • Halo multiplayer game

1) there is no web in web 2.0

  • libraries
  • television
  • people

Web 2.0: it takes 2 (emotion between people)

2) draw circle not lines

3) secret live and videotape

Be brave! Emotion Drive Play

Massively Social Online Games (MSOG)

Go to Top