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Since 2003, Futsal, Web 2.0, Ideas and Stories from Massimo Zaglio
Since 2003, Futsal, Web 2.0, Ideas and Stories from Massimo Zaglio
May 5th
Da quando abbiamo lanciato Tweelter sono (ri)tornato nel tunnel del SEO e del PageRank. Le basi sono sempre le solite: monitorare il sito giornalmente sui classici Google Analytics, Compete e Quantcast (gli unici tre servizi di metriche realmente tenuti in considerazione dai VC statunitensi) e, ogni tanto, su Alexa in modo da controllare come alzuni azioni di comunicazione incido sull’andamento globale dei visitatori.
Questa è però la prima volta che noto uno stranissimo fenomeno che ho chiamato “la regola dei 12 giorni” di Google: con una frequenza di esattamente 12 giorni abbiamo un picco di visitatori non motivato (positivo o negativo). Con “non motivato” intendo dire che tale picco non è imputabile ad una particolare azione di comunicazione o ad una modifica nel codice della webapp che possa ottimizzare (o peggiorare) il posizionamento a livello di SEO.
Ho provato a fare alcune ricerche su Google ma non ho trovato moltissimo sull’argomento. L’unica cosa certa è che non sono l’unico ad aver notato questo fenomeno.
Il mio dubbio, al momento non suffragato da alcuna prova, è che ogni 12 giorni Google ricalcoli il posizionamento assoluto di ciascuna pagina modificando all’interno di una determinata SERP e quindi, di fatto, il CTR di ciascuna pagina (cosa notabile anche attraverso i Webmaster Tools di Google)
A tutti i SEO experts in ascolto: avete dati certi (o quasi) in proposito?
Apr 14th
La foto qui presente (prese da Gizmodo) dovrebbe suggerirvi qualche buon motivo (nel caso decidiate di aprire una startup Web) per avere una filiale in Silicon Valley!
Quando mai avrete l’occasione di incontrare Steve Jobs (Apple) e Eric Schmidt (Google) da McDonald in p.za Castello a Torino o in qualunque altra parte d’Italia che discorrono del futuro di Internet?
Mi sa che in realtà qui a Torino allo stesso McDonald su citato non avrete neanche l’occasione di incontrare Marchionne ma vabbè non si può avere tutto dalla vita.
Altre foto dell’incontro qui.
Feb 16th
Google ha lanciato da pochissi giorni un altro interessante progetto chiamato Google Fiber for Communities. Come recita la pagina ufficiale del progetto “Google is planning to launch an experiment that we hope will make Internet access better and faster for everyone. We plan to test ultra-high speed broadband networks in one or more trial locations across the country“.
Rimarrà isolato ai soli Stati Uniti o ci proveranno in tutto il pianeta? Quali saranno le reazioni delle Telco ad un’operazione di questo tipo?
Dite la vostra
Dec 25th
Sembra proprio ci siano interessanti novità per gli utenti Google nel 2010.
Nuova veste grafica (nascosta al momento ma raggiungibile grazie ad un trucchetto) e un misterioso countdown che riporta la data 01/01/2010.
Per attivare il tutto andate su http://www.google.com/ncr e inserite questo codice nella barra degll’url (dovete inserire “solo” questo codice senza http:ecc) e premere INVIO:
javascript:void(document.cookie=”PREF=ID=20b6e4c2f44943bb:U=4bf292d46faad806:TM=1249677602:LM=1257919388:S=odm0Ys-53ZueXfZG;path=/;domain=.google.com”);
(tranquilli non è un exploit!)
Fatto ciò ritornate a http://www.google.com/ncr e vedrete la nuova interfaccia.
Per attivare il countdown invece basterà lasciare vuoto il campo di ricerca e cliccare su “I’m Feeling Lucky” (“Mi sento fortunato”)
Qui sotto qualche immagine


PS: Buon Natale a tutti!
Dec 17th
Benchè la fine del 2009 sia distante ancora una ventina di giorni, Google ha pubblicato il suo Zeitgeist, la classifica annuale delle ricerche più popolari su internet. Naturalmente Yahoo e Bing hanno seguito Google a ruota pubblicando anche i loro.
Non è certamente una sorpresa che Michael Jackson sia stato il vincitore di questa speciale classifica e tutti e tre i principali motori di ricerca lo mostrano chiaramente.
A parte il Re del Pop (oltre che Re delle Ricerche), i motori di ricerca non sono molto concordi su quali sono le quesry di ricerca più popolari del 2009.
Come comparare i loro risultati e, soprattutto, cosa possiamo capire dei loro utenti?
Legenda:
Rosso: Pop Culture
Blu: Social Media

Analisi delle ricerche su Google
(Sanalika è una specie di Second Life turco, Dantri è un nuovo sito vietnamita, e Torpedo Gratis è un servizio online di SMS brasiliano).

Analisi delle ricerche su Bing

Analisi delle ricerche su Yahoo!
1. I “Googlers” sono più attenti alle novità rispetto a quelli di Yahoo e di Bing (o come minimo più attenti alle novità tecnologiche). Questa analisi è ulteriormente suffragata dalla lettura dell’articolo Bing Users 50% More Likely to Click on an Ad.
2. Gli utenti di Yahoo sono più giovani (Kim Kardashian, Megan Fox, American Idol e Britney Spears nella Top 10)
3. Gli utenti di Bing sono probabilmente americani di mezza età che si evince dalla tipologia di ricerche effettuate e dal fatto che usino Bing attraverso un sistema operativo Windows (come illustrato dalla presenza nei risultati di Billy Mays, Stock Market e Swine Flu).
4. Stephanie Meyer, autore di Twilight, è un vincitore.
5. Twitter è IL VINCITORE ASSOLUTO!
6. I Social media ed il real-time web avranno un grande 2010 (Socialized PR ha postato questo interessante articolo sulla previsioni dei trend nei social media trends per il 2010).
7. E’ interessante la vera e propria ossessione della gente per le celebrità morte, anzi forse qualcuno dovrebbe pensare di aprire una sorta di catena di ristoranti tipo un Planet Hollywood perCelebrità Defunte.
Nov 24th
Google Chrome OS non è una novità assoluta: sul web se ne parla da tempo, da Luglio la stessa Google ha iniziato lo stillicidio di informazioni, ma qualche giorno fa c’è stata un’importante svolta, infatti “big G” ha descritto le caratteristiche del progetto – strategiche e tecniche – preannunciando il rilascio ufficiale entro un anno. Entro novembre, dicembre 2010 Google Chrome OS sarà realtà e gli utenti avranno la possibilità di acquistare PC, netbook in particolare, equipaggiati con il nuovo sistema operativo.
Per approfondimenti e per seguire le successive fasi dello sviluppo il link di riferimento è quello del progetto Chromium OS. Inoltre, anche il blog ufficiale di Google continuerà a offrire costanti aggiornamenti. Per chi invece vuole conoscere in anteprima Chrome OS a questo indirizzo è disponibile una virtual machine (non messa a disposizione da Google e quindi è consigliabile cautela) usabile su software VMware, tra cui segnaliamo VMware Player scaricabile gratuitamente.
Alcuni suggerimenti se pensate di scaricarlo:
PS: Paul Miller di Engadget ha fatto un video passo a passo:
http://www.engadget.com/2009/11/20/how-to-run-chrome-os-as-a-virtual-machine/
Nov 14th
Ormai avevo perso le speranze ma questa mattina la sorpresa vi email: finalmente mi è arrivato l’invito per provare Google Wave!
| wave | |
| preview |
| Thank you for signing up to give us early feedback on Google Wave. We’re happy to give you access to Google Wave and are enlisting your help to improve the product. |
| To accept your invitation, sign into Google Wave at the following link*: |
| https://wave.google.com/wave/invite |
| (If you do not have a Google account, you will be prompted to create one) |
| Once you’ve signed in: |
|
| Happy waving! |
| The Google Wave Team |
| For help, please visit http://www.google.com/support/wave |
| * This link will only work for one invitation to Google Wave, it cannot be shared! |
| Copyright 2009. Google Inc, 1600 Amphitheatre Parkway, Mountain View, CA 94043. |
In giornata appena avrò modo di provarlo con calma posterò le prime impressioni perchè sono davvero curioso.
PS: ho appena scoperto di avere 8 inviti a disposizione. Se per caso interessa a qualcuno me lo segnali nei commenti e gli invierò l’invito.
Mar 23rd
“Io amo l’informatica ed Internet“.
Li ho sempre amati.
In terza media non avevo assolutamente chiaro cosa avrei fatto alle superiori ma sapevo che avrei seguito il corso di Informatica (o meglio “Scienza dell’informazione”) all’Università.
Quando i miei genitori mi regalarono a Natale la consolle dell’Atari, dopo Space Invaders la seconda cartuccia che mi sono comprato era quella per programmare in Atari-Basic. Lo ZX Spectrum è stato il mio primo vero computer e quei tasti gommosi non li dimenticherò mai. Al mio primo 8086 (uno scassatissimo IBM usato pagato quasi un milione di Lire con monitor a fosfori verdi CGA) sono quasi impazzito dalla felicità.
Poi è venuto il periodo dei modem. Dai 300 baud in su li ho avuti tutti. Qualcuno me lo sono fatto con kit di montaggio a suon di saldature a stagno.
Ho amato il film “War Games”, sognavo di avere anch’io un’accoppiatore acustico e di potermi collegare con tutti i computer e reti del mondo. Insieme allo zio di un caro amico ho sviluppato un programma in assembler per attacchi a forza bruta alle password. Itapac era la rete che ho sempre voluto violare. Le BBS erano il posto dove volevo collegarmi. Poi venne Internet con Gopher come interfaccia di navigazione, seguito a ruota dal mitico Mosaic (su Sun nello specifico).
Nel frattempo l’università è terminata ed io ho incominciato a lavorare per società che si occupavano di Informatica con modelli classici client-server e pian piano sempre più di Internet.
Internet. Quante possibilità vedevo in questo nuovo oggetto di cui si percepiva la potenza ma di cui non si scorgevano neanche lontanamente i confini.
Ho certamente tanti difetti ma uno mio più grande pregio è quello di rendermi spesso conto in anticipo di cosa funzionerà in futuro. Mi è sempre accaduto. Nel periodo in cui ho lavorato come dj spesso proponevo dischi che si rivelavano hit a mesi di distanza. Spesso su Internet mi sono imbattuto in siti e web app che si rivelavano alla massa a mesi di distanza. Spesso ho dovuto scontrarmi con i miei capi perché proponevo loro attività che ritenevo potessero diventare strategiche nel medio-lungo. Clamoroso è stato il caso delle statistiche web: per mesi ho sostenuto che avremmo dovuto offrire un servizio gratuito di statistiche web che chiunque avrebbe potuto inserire nel proprio sito con l’aggiunta nella pagina HTML di qualche riga di codice (vi ricorda qualcosa?). Idea bocciata perché il costo di stoccaggio dei log e dei server da utilizzare era troppo alto rispetto ai benefici che l’azienda ne avrebbe tratto ed il mercato dei possibili utilizzatori era troppo piccolo e con margine di crescita troppo basso. Lungimirante il mio capo vero?
La mia infatuazione per internet è diventato vero amore con il mio ingresso in TOP-IX. Quando un bel giorno il mio Direttore Tecnico mi disse:”Massimo voglio che trovi quello che è il più grande evento planetario che si occupi di Web e che tu ci vada per capire quali sono i trend, per analizzarli e poi riproporli in chiave italica ai nostri consorziati” non potevo credere alle mie orecchie! Mi sentivo “Alice nel paese delle Meraviglie“! Detto e fatto: la scelta è caduta sull’Etech Conference organizzata da Tim O’Reilly a San Diego. Avevo trovato un post su un blog di un certo Leandro Agrò, unico italiano presente, che raccontava di mirabolanti innovazioni presentate a questa conferenza tra cui schermi touch screen con effetto “Minority Report” e mappe 2d che diventavano 3d.
Erano le 8.30 del 6 Marzo 2006 quando al hotel Manchester Grand Hyatt di San Diego Kathy Sierra iniziò il suo talk intitolato “Create Passionate Users 2.0”: il Web 2.0 ci esplose in faccia in tutta la sua potenza. Arthur C. Clark ha scritto nel suo libro “Profiles of the Future”: “Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.” E’ verissimo! Quell’anno grazie all’introduzione di AJAX (no non la squadra di calcio e neanche il detersivo!!!) abbiamo visto contenuti che venivano “refreshati” senza ricaricare la pagina, drag & drop all’interno di pagine web e mille altre operazioni possibili solo sul proprio desktop finalmente possibili all’interno di una pagina web. MAGIA! O no? API e Mashup erano le parole d’ordine. L’advertising online aveva finalmente un senso grazie a Google Adsense. L’Internet delle cose di Bruce Sterling stava diventando realtà. Un’euforia incredibile e la voglia di fare e realizzare permeava l’ambiente in cui ci muovevamo in quei giorni. Sono stati quattro giorni di fantascienza pura, un’esperienza indimenticabile dove ogni minuto è da ricordare come un avvenimento dove poter dire “io c’ero!”
Nel primo quarto del 2008 credo di aver visionato ed analizzato almeno 2000-3000 nuovi siti internet. Servizi di vario genere a cui mi iscrivevo per capirne il funzionamento e vedere quali possibili applicazioni erano possibili rispetto alla nostra realtà industriale. In 4 mesi mi hanno colpito non più di due siti: Facebook e Twitter.
Facebook in realtà già lo conoscevo dall’inizio del 2007 quando mi sono iscritto per la prima volta. Ci ero finito per la mia insana passione per i Social Network, passione che mi aveva portato qualche anno prima ad aiutare quattro amici a creare e gestire il primo social network italiano, il caro e vecchio LookCup. Facebook nei primi anni ha cambiato faccia più volte e si è re-inventato fino a diventare com’è ora. Il cambiamento è stato determinante perché lo ha portato da essere prossimo alla chiusura a diventare il più grande social network al mondo con oltr 200M di utenti registrati.
Il mio rapporto con Twitter è stato invece conflittuale. Quando l’ho scoperto l’ho definito “il sito + inutile degli ultimi 5 anni” ed ho aggiunto “è perfetto per chi non ha nulla da fare”. Mai errore fu più grande! Il mio odio per Twitter mi portava a parlarne continuamente e questo mi faceva pensare. Il giorno che ho scoperto che qualcuno aveva incominciato ad usarlo in maniera impropria (almeno nelle intenzioni di chi lo aveva creato) passando in maniera push delle informazioni molto interessanti in meno di 140 caratteri (poco meno di un SMS) Twitter è diventato istantaneamente il mio oggetto preferito ed ho incominciato a recitare il Mea Culpa.
Ma…
Sì c’è un “Ma” purtroppo. Insoddisfazione. Grossa insoddisfazione. Nono non il lavoro. Il WEB!
Statico, monotono, contenuti duplicati, noia.
A fronte di enormi capitali investiti dai Venture di mezzo mondo nulla di veramente “disruptive” a parte, forse i due sopracitati siti.
E’ ormai da settembre 2008 che mi convinco ogni giorno di più del fatto che siamo nel mezzo di una nuova e gigantesca bolla. Non è la prima e non sarà l’ultima. L’entusiasmo generato nel 2005 da Tim O’Reilly con il suo Web 2.0 sta piano piano scemando e nella mente di alcuni è ormai chiaro che Internet è in questo momento è una terra piena di esperimenti che non ha portato però dei reali benefici alla massa. Qualcuno ne ha certamente beneficiato da un punto di vista economico con delle ottime exit strategy. Ma solo qualcuno.
Certo ha modificato moltissimo i rapporti sociali grazie all’utilizzo massiccio di istant messanging, blog, social network (MySpace e Facebook fra tutti), Twitter ma per il resto poca roba.
Quello che invece ogni giorno mi incuriosisce e diverte sempre più sono le persone che girano in questo mondo (o paesone visto che si incontrano sempre le stesse persone) del Web 2.0.
Chiunque abbia aperto una propria attività su internet (blog o web application) si cala completamente nel ruolo ed incomincia a giocare ad un simil gioco di ruolo in cui ciascuno si sente il migliore e deve (un po’ come a Risiko) abbattere tutti gli avversari per avere la supremazia sul Web. Una parte di questo gioco avviene online ma una parte, che è poi la più divertente da vedere, avviene dal vivo a manifestazioni, conferenze, drinklink, barcamp ed in mille altri posti dove le nuove “web-stars” si incontrano. Il posto dove tutto ciò risulta più palese ed amplificato sono le conferenze americane. Il carattere degli americani è certamente diverso da quello degli europei. Sono mediamente più friendly e comunicativi, sono più portati alle pubbliche relazioni e per questo si assiste a situazioni difficilmente visibili in analoghe manifestazioni europee.
Come nei migliori giochi di ruolo si può partecipare da soli o associarsi con altri in gruppi. Detto così probabilmente non sembra nulla di nuovo. Anche chi apre una nuova attività non legata al web probabilmente gioca allo stesso gioco.
Vero, ma solo in parte.
I web-startupper sono più pittoreschi, perché meno legati al dress code del “giacca e cravatta” data la loro provenienza tipicamente tecnica. Si calano molto più nella parte e sono fortemente legati alle loro soluzioni tecnologiche perché “sono le migliori del mondo”. Questo li porta a parlare con chiunque, a raccontare di come cambieranno il mondo, di come sono i migliori, di quali armi hanno per vincere rispetto alla concorrenza.
Le battaglie si consumano su web a suon di SEO, SEM e SMM, di User Interface sempre più accattivanti, di funzionalità sempre più complete e complesse fino a portare il povero utente all’esasperazione. Offline tutto questo avviene a suon di biglietti da visita stupendi, di persone mascherate da super eroe che girano per i padiglioni delle manifestazioni, di persone che intervistano chiunque come fossero il presidente degli USA con il proprio registratore mp3 o con la propria telecamere HD e manda tutto in diretta streaming, di tredicenni vestiti poco meglio di un barbone che appena aprono bocca ti dimostrano in meno di un minuto com’è “banale” fare la più bella applicazione per iPhone di tutti i tempi.
Il vero problema è che ormai questo popolo si è completamente innamorato di se stesso, smettendo di “ascoltare” quello che viene loro chiesto e producendo contenuti, siti o applicazioni completamente inutili e che non rispondono di fatto a nessun bisogno primario.
Sono assolutamente convinto che la vera svolta su web si avrà quando tutta questa gente smetterà di giocare a questo W2RPG (Web 2.0 Role Play Game) e, ascoltando quali sono le reali necessità della gente, produrrà qualcosa di veramente utile che svolterà la vita tutte le persone.
MZ
Mar 6th
They’re promoting an open development model for android, with source code for everything from the hardware to the software. I’m concerned that they won’t be able to unseat the iphone, but the openness of the platform is a huge plus over the iphone, as they don’t even have an SDK out.The real issue is going to be releasing a platform with a good UI that remains open.You’ll be able to replace the look and feel in the device, so that might save us from bad UI.
Mar 4th
Incominciano finalmente gli interventi a sala singola e non + a sala unificata. Questa mattina ho deciso di seguire l’intervento di Peter Norvig, direttore della ricerca per Google.
Sono diversi gli approcci che si possono avere per sviluppare un modello. Una delle frasi + divertenti è quella che dice che “non esistono modelli corretti, esistono solo modelli sbagliati, ma alcuni di essi sono utili” Box.
Photo resize in real time (Siggraph 2007)
Scene Completion James Hays, Alex Efros CMU (Siggraph 2007)
Parlando dei dati nelle immagini il problema …. è mentre nel testo uno dei problemi + importanti è la “segmentation“, come cioè data una serie di lettere consecutive capire qual’è la giusta divisione delle parole. un’errata segmentation può portare ad errori clamorosi.
Peter Norvig talking about techniques for word disambiguation when spaces are left out. Some great examples of mistakes in domain names
Easily misunderstood domain names: Pen Island = penisland.com, who represents = whorepresents.com
(cercare foto slide). Altro grosso problema è lo “spelling” ed il “translation”
Per spiegare bene qual’è la complessità di un algoritmo in grado di interpretare cosa l’utente stia cercando un buon esempio è dare a Google due termini come “cat” e “man” e vedere cosa il motore di ricerca è convinto che non si stia cercando.
La complessità matematica per una buona traduzione di una frase è molto alta
Lo speech è molto interessante ma è centrato soprattutto sulle complessità matematiche degli algoritmi per la risoluzioni di certi problemi.